Ho casa stranamente in ordine.
Rinvengo l'altrimenti inspiegabile motivo nello scarso utilizzo sociale che ne faccio, da un po' di tempo.
In giro giusto dei residui cartacei, pennarelli e post-it utilizzati ieri per confezionare rocambolescamente il regalo per Stefko.
Sono sul divano e un po' leggo, un po' scrivo, un po' lavoro.
Ascolto musica.
La colonna sonora di
eternal sunshine for the spotless mind.
Forse Jim Carey non è più bello di me, ma sicuramente non sono espressivo e poetico come il Joel del film, e lì fuori non c'è nessuna ragazza rossa che si è dimenticata di avermi dimenticato.
Nè, purtroppo, stanotte arriverà qualcuno a mettermi uno scolapasta in testa per cancellarmi selettivamente ricordi sgraditi.
A cinque giorni lavorativi e un milione di sbalzi umorali dal
frizzante venerdì scorso, mi rendo conto, semplicemente, di non avere nulla di interessante da dire.