Quando l’ansia da rientro a lavoro colpisce con due giorni d’anticipo c’è da preoccuparsi (non so dicendo che
io devo preoccuparmi).
Nei fatti non mi scompongo più di tanto. Lascio che la mia nuova motivazione scorra nelle vene e mi pervada. Più che altro non posso far nulla per oppormicisi: all’ira.
E’ una di quelle emozioni totalizzanti e incontrollabili. Come l’amore o il desiderio.
Carico di un cotale bouquet di buoni sentimenti, mi preparo a un’altra giornata di delirio, con alle spalle una levata alle 4 e un volo alle 6 (al solito), una pasquetta in solitaria tra la grandine e la neve e un martedì a supplicare
ilcommercialistachemivuoleabbastanzabene affinché mi salvi l'anima.
Nel frattempo
BlogBabel ha chiuso e che dire? benvenuti nel mondo reale. Fare gli snob primi della classe è bello per un po' ma poi bisogna scontrarsi con la dura realtà dell'offrire un servizio gratuito a tante persone esigenti (e spesso sì, rompipalle).
Ah, buon rientro a lavoro e PS c'è qualcosa di sinistro quando nel giro di qualche mese chiunque mi dice che presto avrà un bambino.
PPS dovrò scrivere una lettera alla Marvel affinchè annoveri nella top-ten dei superpoteri anche il "fare il dito in culo". No perché io mi ci sento nato, con questo dono.