Se dovessi definire con una sola parola il clima che si respira, userei questa:
sbaracco.
// non me l'ha ordinato nessuno di sceglierne solo una, ma non ho nemmeno la fantasia sufficiente, in questo momento, per trovare altre definizioni.
Ora mi trovo nel vecchio open-space: quello che mi ha accolto quando sono arrivato in questa città (e di malo modo: pareti in monocromatica plastica beige che si stendono perpendicolari allo stanzone, facce scure, caldo e finestre piccolissime), in mezzo a gente sconosciuta di aree con cui mai avremo a che fare.
Un collega se ne va domani a Barcellona, un altro il mese prossimo ma è già via con la testa da chissà quanto.
Marta invece, se n'è già andata da un po' e la città senza lei è un po' meno casa.
Forse è come il percorso del monopoli: sto ritornando al VIA. Ma ci sto tornando più povero, di voglia di trattenermi, di fare, di impegnarmi. Forse la chiave sta nel vendere tutto e uscire dal gioco.
Che palle però quando le regole cambiano durante la partita.
Fuori piove, anzi, ora ha smesso: quasi quasi finisco questo post e me ne vado.
Ne approfitto, non ho null'altro da fare qua.