C’è una puntata di Conan in cui lui ha una specie di manette di piombo ai polsi e alle caviglie.
E viene buttato a mare. Con tutte le sue forze cerca di tenersi a galla e nuotare.
Conan è fortissimo quindi nonostante la sensazione di soffocamento ti viene da pensare che ce la farà senz’altro.
Invece no: dopo un po’ capisce che non c’è che da andare a fondo.
Allora smette di lottare e agevola la caduta.
Glub glub,
sempre più giù,
quasi serenamente.
Io ora lo so che a volte è meglio così. Che se tocchi il fondo poi è più facile risalire.
Lo so perché mi succede ogni tanto: durante la caduta è difficile cambiare rotta, lottare contro la corrente.
Ma poi lì in basso non c’è più vertigine e basta una bella spinta… Hop! (o "hòppala", alla sarda)
C’è da dire che poi Conan se l’è cavata perché c’era Lana che andava su e giù a prendere l’aria per farlo respirare. Ma questa, ecco, è un’altra storia :)