Le statistiche sugli infortuni e le morti accidentali parlano chiaro: lo scenario in assoluto più pericoloso è quello
casalingo.
Mi domando dunque com’è che sia
ancora vivo, nonostante stia ormai da giorni armeggiando su e giù per il soppalco, fra scatole, mobili, scotch, forbici, vetri, pesi e altri oggetti pericolosi per il Bakis.
Ho schivato la
morte penso una decina di volte ormai, scivolando su fogli di cartone nel tragitto verso il bagno di notte al buio, facendomi cadere accanto, sfiorandomi, scatole colme di libri del peso specifico di una tonnellata, tagliando strisce di scotch marrone con il coltello puntato geometricamente verso l’occhio, inalando polietilene espanso, sbattendo svariate parti del corpo contro spigoli di ogni genere.

Ma a parte considerare che sono ancora
miracolosamente illeso, sto prendendo atto della quantità di roba che ho accumulato in questi due anni.
Sto anzi iniziando a pensare che la roba continui a generarsi dal nulla appena volto lo sguardo: non appena mi pare di aver raggiunto un livello accettabile di scatolame
toh ecco che apro un’anta e scopro intere gallerie di tshirt, scarpe o libri. Cosa ho fatto in questi due anni? A giudicare dalle scatole ho passato il tempo ad accumulare beni materiali da portarmi nell’oltretomba. Allora faccio ciò che chiunque al mio posto farebbe: crisi isterica, teino, musichina, telefonatina e poi mi rimetto a lavoro.
Inoltre devo anche riconsiderare la mia politica di approvvigionamento cibo: ho le dispense colme che scoppiano, potrei rimanere
intrappolato in casa per 71 giorni prima di morire di inedia. Ora non mi rimane che scegliere se sacrificarmi e mangiare tutto come un porco in questi due giorni o regalare i cibi intatti a qualcuno.
E voi sapete già quale sarà la mia scelta.
Domani dunque ultimo giorno di inscatolamento e giovedì riconsegna delle chiavi alla padrona di casa.
Non prima di reperibilità per il corriere che dovrà caricare
8 scatole LARGE, 4 MEDIUM 17 COLLI, un borsone, un trolley, un iMac, una tastiera e donna delle pulizie che dovrà fare miracoli in quattro ore prima dell'incontro con la padrona di casa.
E ora niente,
scarto una barretta kinder,
mi metto comodo
e immagino cosa potrà
rompersi / guastarsi / disintegrarsi / spezzarsi o genericamente andare a rotoli da qui a giovedì notte.
Potrei, in ordine di dramma crescente: rompere un vetro, rompere un mobile, incendiare un mobile, dover rifare tutte le scatole perché
il corriere dice così, essere altresì paccato dal corriere e trovarmi nella merda, dimenticarmi di spedire le scatole, spedirle a un indirizzo sbagliato, incendiare le scatole, far saltare parte dell'impianto elettrico, far saltare tutto l'impianto elettrico, otturare il water o un sanitario a scelta, ricordare improvvisamente qualcosa di importantissimo e improrogabile un'ora prima della consegna delle chiavi, incendiare la casa, morire, non voler più partire.
Si accettano scommesse.
*mi sono tutte capitate o quasi, tranne "incendiare un mobile". Questa è falsa. Non ho mai bruciato alcun mobile per averci appoggiato sopra un triangolino di incenso acceso credendo che, non so, fosse un fuoco freddo privo della caratteristica "brucia il legno".