Nelle orecchie gli archi tremuli e l’organo farfisa dei Golfrapp.
Accendo la lucina ikea che sbatte contro le mura arancioni e rosse creando strani ombre e colori.
Verbalizzo quella strana sensazione che ho nella pancia da qualche giorno: sembra che il tempo non sia passato. In queste mura, in questa situazione di passaggio, sembra che gli ultimi due anni siano stati soltanto una mia invenzione.
E al contempo, come spesso mi accade, confermo questa sensazione – sapendo di aver sempre questo verme, del cambiamento, dell’insoddisfazione e dell’avidità – e la nego, vedendo come mille cose invece sono cambiate.
Nel frattempo sono qua, incastrato e immobile, impegnato a guardarmi dentro e attorno mentre tutto, me compreso, cambia.