In seguito alle
traumatiche esperienze natalizie degli ultimi anni, decido di passare al contrattacco e andare in avanscoperta per scovare i doni 2008 in casa degli Augusti Genitori.

Con il mio solito
travestimento da ninja (
la cui spesa è ormai ammortizzata dal momento che lo uso anche per scopi erotici – NdB) mi intrufolo a casa dei miei e radente i muri miro dritto all’obiettivo 1 – stanza da letto - facendomi distrarre soltanto dal contenuto del forno, alcune caramelle e un paio di telefonate a scrocco dal loro fisso a canone bloccato.
Procedendo a scatti fulminei
* e capriole mortali
* a velocità difficilmente percepibili a occhio nudo mi intrufolo nell’antro delle parenze.
Bakis > Wuh, se solo queste pareti potessero parlare…
Pareti > Scappa!
Bakis > Chi ha parlato?
Pareti > …
Dicevo, mi intrufolo nell’antro delle parenze e inizio a frugare, ma quel che trovo – a parte un fantoccio estremamente somigliante a mia sorellina che cerca di liberarsi da una trappola – è solo un messaggio di scherno:
“
Stupido Bakis, non lo scoprirai prima del 24 notte! PS libera tua sorella!”
E ora son qui nei miei oscuri alloggi a immaginare l’arcano oggetto di male che mi verrà dato in dono quest’anno, alla luce dell’albero di Natale.
Un altro sottile meta-messaggio per invogliarmi, secondo le loro perverse logiche, a prendere moglie e procreare? Che so, uno stock di profilattici bucati, un biberon d’argento o l’iscrizione per un anno a Meetic Premium?
O forse qualcosa per segnalarmi la loro taciuta disapprovazione per le mie dimissioni e il fatto che inauguri il 2009 da disoccupato? Qualche libro sul genere “Come trovare un lavoro in 4 minuti” o “Essere fagocitati da uno stile di vita anonimo è bene” o l’iscrizione per un anno a Monster Premium? (ok la smetto di proiettare i miei skill 2.0 sugli Augusti).
Ma più probabilmente è qualcosa che va
beyond la mia immaginazione e di cui ancora ignoro l’esistenza.
Un gadget di indubbia e totemica inutilità, bruttezza e costosità.
Sperare che i miei sottili segnali, invero involontari, siano stati colti è una pia illusione: sono certo che la wishlisht che ho distrattamente fatto cadere in salotto o i ripetuti sms casuali inviati a mio padre con scritto “macBook nuovo” o “bilocale in Marina” non hanno oltrepassato le maglie selettive della loro perversa immaginazione.
E ora mi esercito davanti allo specchio a riprodurre un’espressione di gioia finta, traendo ispirazione dalla nota performance di Meg Ryan in “Harry ti presento Sally”.
Se sono fortunato, non coglieranno la citazione.
*Nota dell'autore: alcune espressioni potrebbero essere non totalmente conformi alla realtà