Non speravo di cavarmela, nonostante il bel capodanno e il profumo di un anno ricco di novità e ancora più ingarbugliato, complicato e incasinato di quello passato.
Non rischierò di annoiarmi.
Forse impaurita dal casino e dall'alcol, la malinconia è venuta a trovarmi con garbo dopo il risveglio. In una casa vuota e silenziosa, con un sole fuori assurdamente caldo per le 16:30 di un primo dell'anno.
Si è seduta alla mia tavola come un commensale discreto ma senza alcuna voglia di andarsene, nonostante gli sms in cerca di sorrisi e compagnia.
Sono ormai le 19 e decido, gioco forza, di uscire da solo, iPod carico e macchina fotografica in spalla - sperando nemmeno tanto segretamente di essere recuperato, raccolto, messaggiato, telefonato, coccolato.
Ma andrà comunque bene,
perché il sole assurdamente caldo è tramontato ma io
// io non ho più paura di niente.