Questo mal di stomaco.
Pensavo di averlo archiviato... no, aspetta: è diverso. E' sempre diverso (almeno...).
Potrei riprendere dal punto in cui dichiaravo di essere un tipo che in mezzo alla merda più nera pensa "che figo". Ma è solo una delle tante cose che ho dichiarato. C'è anche quella secondo cui prendo le decisioni come se riguardassero la vita di un altro, e vivo la vita come se le decisioni che la regolassero non fossero state prese da me. E' in queste situazioni che poi mi guardo da fuori e penso: beh dai, almeno ce l'ho fatta.
Stilo una sorta di curriculum vitae delle esperienze fatte, degli ostacoli che ho superato, delle paure con cui ho dovuto (e devo) imparare a convivere. Delle scommesse, dei mal di stomaco sempre diversi.
Riesco a buttar giù qualche pezzo, come se dovessi mostrarlo a qualcuno per ottenere qualcosa. Invece no.
Mi sento come quei bambini che scoprono di poter fare le cose per sé stessi e non per sentirsi dire "bravo".
O come quegli studenti che realizzano che seguire un corso del cavolo solo per accumulare crediti è tempo perso.
E' una scoperta, ma si perde qualcosa credo. Accettare di poter e dover fare qualcosa solo per sé stessi è un passaggio complesso.
Io intanto penso che quel che ho da fare è adesso e che non avevo ancora capito di essere in un'altra fase della mia vita. Ora vedo tutto.
Prossimo livello, una vita in più, reset dei punti.