Oggi è il grande giorno e un po’ come previsto, vi arrivo completamente scarico.
Di energie e motivazioni.
Involontariamente devo aver impostato il timer al 16 febbraio per tutte le parentesi aperte.
E specialmente per quelle che non sapevo di aver aperto.
Perché le proprie azioni si distaccano da noi e assumono vita propria. Come le parole di un libro. All’interno di una trama sociale qualsiasi cosa tu possa fare crea una conseguenza. Dire, non dire, muoversi, pensare, retrocedere, stare fermo.
E ne siamo comunque responsabili.
- Mi hai deluso.
Evidentemente devo farmi carico anche delle aspettative che in qualche modo ispiro, non solo di quelle che mi creo da solo e che talvolta vengono disilluse.
// se io mi faccio carico di tutto, perché gli altri non si assumono mai nessuna responsabilità? O forse tutti si fanno carico di tutto, e nel mondo c’è sofferenza per il doppio più del dovuto?
Metto da parte un mazzo di santini ormai inutili, infilo la tessera elettorale in borsa e vado a votare. Non mi rimane che questo: il lusso di pensare ancora per un po’, prima che il ciclone dei risultati mi travolga e che domani (comunque vada, ovviamente) mi ritrovi a dover ricominciare tutto da capo.
Come sembra sia la mia unica modalità di vita ultimamente.
Ricominciare, ricostruire, riniziare sempre tutto da capo.