Ascolto la musica di Olafur Arnalds.
Islandese, anche lui. Non so perché abbia questa affinità elettiva con gli islandesi. Forse c’è che gli isolani hanno dei tratti comuni. Come quel sentimento di solitudine, che ti fa vedere le cose in maniera un po’ diversa dagli altri.
Non dico più triste o deprimente, solo … diversa. Perché appena sotto lo stato di coscienza sai che in fondo ti puoi avvicinare agli altri, ma rimani sempre idealmente lontano e diverso.
Tu quand’è che hai capito di essere un individuo? Io me lo ricordo, il giorno in cui ho capito di essere una persona una, staccata dagli altri.
Sarà il mare che ci circonda, saranno i paesaggi costantente battuti dal vento, sarà quel qualcosa di te che cerchi negli altri perché non riesci a decifrarlo. Sarà quel qualcosa degli altri che hai dentro e che un po’ senti di voler restituire.
Ascolto Olafur Arnalds e cerco di covare questo senso di straniamento con discrezione.
Perché in fondo l’ho solo preso in prestito da una vita che a volte nemmeno riesco a sentire come mia.