Ha smesso di piovere da qualche giorno, ma non fa ancora tanto caldo. E’ ufficialmente iniziata quella strana stagione che qui in Sardegna ci ostiniamo a chiamare primavera ma è soltanto un breve preludio alla torrida estate.
In questo momento c’è una bizzarra coincidenza di gradi °C fra Cagliari, Madrid e New York. Come se i miei pensieri riuscissero a percorrere tutti questi km e sopravvivere soltanto a una certa temperatura, prima di evaporare.
A Reykjavik invece fa freddo, e piove.
Vedo le mie gambe riflesse sullo specchio anni 70 che ho poggiato sull’armadio. Sembrano incredibilmente grosse, ma la bilancia arancione ikea risponde -5 anche oggi.
Sono le 2:30 e di ritorno, stanco, da una serata piacevole, non riesco a prendere sonno. I pensieri si accavallano come un nervo scoordinato che mi paralizza, ma oggi non fanno male. Evidentemente hanno sbloccato qualcosa, se in questo momento riesco a lanciare un razzo nel silenzio buio di queste ultime settimane.
Per quale motivo e rivolto a chi non saprei, visto che nessuno deve salvarmi da nulla. Forse solo io posso, da me stesso.
Mi tuffo cinque volte viola nel mare trasparente: oggi per l’ultima volta, da domani poi basta, ok? Buffo come anche questo gesto mi faccia ricordare. Ma devo dire ormai tutte le strade di questa città. O gli angoli di questa casa.
Recupero il log degli eventi e lo aggiorno come un curriculum di un estraneo, prendendo nota soprattutto delle assenze e di quel che ho da completare. Adesso che il conto alla rovescia è terminato ho la calma di chi può (e deve) aspettare, e la fretta di chi non ha una scadenza.
Tutto sommato è una piacevole sensazione.
Non fa ancora tanto caldo ma vorrei aprire la finestra stanotte: fuori c’è quel profumo di terra bagnata che mi piace e inspiegabilmente mi rassicura. Mi riporta alle cose vere, pulite, concrete e colorate.
Ma ora mi fermo qua. Il razzo forse oggi l’ho soltanto scorto in lontananza, dimentico di averlo lanciato io stesso già da un po’. Rileggo queste parole sconnesse e mi viene un po’ da ridere.
Mi tuffo nella special playlist del mio iPod per le prossime 8 ore e mezzo. Mi sveglierò in un altro orario, un altro clima, questi pensieri saranno evaporati e nemmeno io li capirò più. Ma non ce ne sarà bisogno, dovrò soltanto attendere la prossima bizzarra coincidenza.