Oggi è una di quelle sere che.
Sempre di martedì, poi.
Un anno fa, momenti gemelli.
L’ho capito quando non ho ricevuto un altro sms di risposta, quando non ho risposto a un’altra chiamata, quando poi la sera è scivolata via e mi sono visto selezionare la playlist ad alto rischio.
Ma che fosse ad alto rischio l’ho capito solo dopo, quando mi sono ritrovato immerso non tanto nei ricordi - troppo freschi, troppo vicini per definirsi ricordi - quanto nelle sensazioni ad essi appiccicate.
Non saprei descriverlo, ma oggi mi manca l’
odore di Piazza della Signoria. Quell’odore a cui molte volte non ho fatto caso ma che ho inalato nelle mie passeggiate post-mezzanotte, con gli auricolari conficcati fin dentro al cervello per non pensare, con l’ennesimo scontrino della libreria notturna in tasca e un nuovo libro sottobraccio.
Se penso a tutti io che sono stato mi viene in mente la sezione di un albero, con i vari cerchi concentrici che si sovrappongono con gli anni. Uno sopra l’altro, le cui rughe a volte si cancellano, altre volte si inspessiscono.
Chissà se da Grom anche quest’anno fanno la
granita alla mandorla. Che non mi piaceva particolarmente ma che prendevo solo per quel sapore che rievocava i dolcetti sardi e nebulose scene infantili.
Buffo che ora mi manchi una cosa che mi ricordava il posto in cui sono ora.