Innamorato di me stesso / ma non corrispondo




mercoledì, 05 agosto 2009

[ Ricordi a matrioska ]

Oggi è una di quelle sere che.
Sempre di martedì, poi. Un anno fa, momenti gemelli.

L’ho capito quando non ho ricevuto un altro sms di risposta, quando non ho risposto a un’altra chiamata, quando poi la sera è scivolata via e mi sono visto selezionare la playlist ad alto rischio.

Ma che fosse ad alto rischio l’ho capito solo dopo, quando mi sono ritrovato immerso non tanto nei ricordi - troppo freschi, troppo vicini per definirsi ricordi - quanto nelle sensazioni ad essi appiccicate.

Non saprei descriverlo, ma oggi mi manca l’odore di Piazza della Signoria. Quell’odore a cui molte volte non ho fatto caso ma che ho inalato nelle mie passeggiate post-mezzanotte, con gli auricolari conficcati fin dentro al cervello per non pensare, con l’ennesimo scontrino della libreria notturna in tasca e un nuovo libro sottobraccio.

Se penso a tutti io che sono stato mi viene in mente la sezione di un albero, con i vari cerchi concentrici che si sovrappongono con gli anni. Uno sopra l’altro, le cui rughe a volte si cancellano, altre volte si inspessiscono.

Chissà se da Grom anche quest’anno fanno la granita alla mandorla. Che non mi piaceva particolarmente ma che prendevo solo per quel sapore che rievocava i dolcetti sardi e nebulose scene infantili.

Buffo che ora mi manchi una cosa che mi ricordava il posto in cui sono ora.
scritto da Bakis alle 00:43 | plink | commenti (3) | commenti (3) (p-up)
in: autoscatto

Commenti
#1    05 Agosto 2009 - 00:51
 
:-) Ti abbraccio.

Mich
utente anonimo

#2    05 Agosto 2009 - 01:29
 
bakis, sì, anche a me manchih. ;_; cmq ti posso rassicurare, se serve, che l'odore - chiamiamolo puzzo - di Piazza della Signoria è sempre lì, ehn. Così come la granita alla mandorla di Grom, dal quale c'è la fila chilometrica fissa.

un besito

M
utente anonimo

#3    05 Agosto 2009 - 20:12
 
Probabilmente ti manca non la granita ma il ricordare, quella nostalgia che credo di conoscere.
Quand'ero bambino di sabato ero felice perchè il giorno dopo non ci sarebbe stata scuola, ma la domenica ero di umore nero: il giorno dopo sarei tornato a scuola.
Quando stavo a Toulouse, di notte mi sdraiavo su un prato e guardavo il cielo, poi mi giravo nella direzione che indicava la mia città lontana. Arrivato a casa, dopo pochi giorni mi sentivo in gabbia - una gabbia costruita in parte da me - e desideravo fuggire. Per risentire quella nostalgia.
utente anonimo

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