- Bene, il delocalizzatore protonico è pronto!
Bakis guardava soddisfatto quella grossa scatola di cartone rovesciata sul pavimento della mansarda di casa sua, dove il padre conservava tutti i libri dell’adolescenza e la mamma i mobili che man mano sostituiva ed eliminava dal salotto o dallo studio.
Con un pennarello più grosso della sua manina, vi aveva disegnato sopra tanti pulsanti, uno sportello, delle prese d’aria e visto che c’era anche alcune decorazioni per rendere il delocalizzatore più attrante. Sai mai, qualche altro viaggiatore nello spaziotempo poteva incrociarlo lungo la strada e non voleva sfigurare.
- Ora non rimane che scegliere la destinazione.. e farmi preparare la merenda da mamma!
Con uno scatto si spostò all’altro capo della mansarda – dash!
Fra sedie imbottite impilate in un angolo, una vecchia vetrina in mogano, un pianoforte scordato e pile e pile di libri, c’era un grosso mappamondo.
Frrrrrrrrrrrrr. Con un colpo fece girare il globo per qualcosa di equivalente a diverse settimane di evoluzioni intorno al sole. Puc, stop.
- Ah, Sardegna… sempre qua! Non rimane che viaggiare nel tempo, almeno nel tempo!
E 25 anni sono passati in un lampo: in fondo il tempo è come una strada che cambia il paesaggio intorno: alla fine è sempre tutto diverso.
Ma Bakis no, è sempre lui.