Qui la versione recitata da Alice Scano durante un reading:
Questi giorni di pioggerella, venticello e umido quasi mi hanno fatto scordare l’immensa sciagura che sta per abbattersi su questa città e su buona parte dei suoi abitanti, come ogni anno.
E, conseguentemente, sulla mia vita sociale.
L’estate.
Dovete sapere che a Cagliari (come credo – ma non ne sono sicuro – in tutte le altre città di mare) esiste una grave sindrome che si riacutizza nei soggetti all'aumentare della temperatura e delle ore di luce, quindi nei mesi particolarmente caldi, da maggio a settembre/ottobre.
Si chiama Sindrome da Rincoglionimento Estivo e colpisce indistintamente la maggior parte della popolazione: uomini e donne, vecchi o giovani che siano.
AVVISAGLIE
La si riconosce subito dallo sguardo e dai segni vitali degli affetti: hanno sempre lo sguardo fisso nel vuoto, non fanno che parlare di "mare" e interrompono anche le più serie discussioni con un “andiamo al Poetto?” che non c’entra mai un cazzo.
Hanno una sorta di incapacità a formulare frasi che riguardino altri argomenti.
Tra di loro passano il tempo a parlare di questa o quella caletta, di questa o quella crema protettiva e con orgoglio, del progressivo abassarsi del proprio quoziente protettivo nel corso degli anni (che sia direttamente proporzionale al loro quoziente intellettivo durante il morbo?? mah).
Discutono sui pro e i contro di ogni singola fermata del Poetto, sul tipo migliore di infradito (chiamati spesso “infra”) e fanno a gara a chi è rimasto per più ore consecutive sotto il sole l’anno scorso, pregustando cocenti – è il caso di dirlo – vittorie sul campo anche quest’anno.
Se nei mesi invernali queste persone si dilettavano che so, di fotografia, musica e concerti barocchi, discussioni filosofiche, rassegne cinematografiche etc.. nel periodo acuto avviene una sorta di semplificazione della corteccia tale che i soggetti...
...si accontentano di passare dalle 6 alle 12 ore al giorno al mare senza batter ciglio, nutrendosi solo di sterpaglie e cibi rimediati sul posto (di solito gelati distrubiti in appositi centri o insalate assurdamente care – sicuramente contengono farmaci importantissimi per resistere sotto il sole altrimenti non si spiega l’idiozia di spendere tutti quei soldi).
SINTOMI
Il sintomo più ricorrente - e anche il più grave, tanto che per estrema compassione spesso sarei portato a praticare immediatamente l'eutanasia sul malcapitato, con un forte colpo in testa di flacone per crema abbrozzante - è la reazione spropositata quando capiscono che tu NON sei affetto dal morbo (vedi anche: contagio)
Sarà l'invidia, sarà la semplificazione della corteccia cerebrale di cui sopra, ma reagiscono tutti allo stesso modo: non capiscono la frase. Iniziano a barcollare, non si capacitano, tremano, le labbra vibrano, fissano il vuoto.
Iniziano a interrogarti per capire meglio il senso della proposizione: non VAI al mare o non ti PIACE? o forse non PUOI? e perchè? e da quando? sei forse malato?
Questo sintomo comunque può variare di intensità; alcuni fingono di non reagire (ma segretamente ti cancellano dalla rubrica per i mesi successivi, in quanto non compagno di delirio estivo), altri si indignano, altri poi non potranno fare a meno di guardarti con lo sguardo tipico che si usa nei confronti dei malati di scabbia o di altre rarissime sindromi ogni volta che ti incrociano.
“poverino non va al mare” “oggesù, ecco perché non è fidanzato”
Recenti studi dimostrano che questa sindrome abbia anche annessi dermatologici in quanto i colpiti tendono sempre a scoprire quanti più cm quadrati di pelle, in qualsiasi luogo essi siano. Chiaramente per ottenere la completa pace dei sensi sarebbe necessario che quei cm di pelle siano al più preso bagnati di acqua salata. Per questo motivo ogni momento è buono per prendere la macchina e catapultarsi al poetto.
Non ho ancora stabilito cosa succede se un affetto da SRE non si bagna in tempo; non è mai successo. Dal blaterare incessante e dalle espressioni di sofferenza deduco che l’acqua di mare sia l’unico modo per evitare una morte dolorosa e ignobile.
SINTOMI GRAVI
Nelle forme più gravi di Sindrome da Rincoglionimento Estivo Cagliaritano il malcapitato sente il bisogno di appagare questi suoi istinti in posti sempre più lontani da casa, o meglio: dal posto in cui hanno dormito la notte precedente (capita infatti che se pure hanno passato la notte in un posto di mare bellissimo, raggiunto con lunghissimi viaggi, l’indomani mattina sentono di dover percorrere altre centinaia di km. Perché si.).
Nelle forme più lievi sono sufficienti 50-60 km per arrivare in spiagge soddisfacenti, in quelle più gravi invece è di fondamentale importanza percorrere non meno 100 km per arrivare nei posti adatti.
Soltanto così il malato si sentirà appagato e potrà godersi - a quel punto - quei 20 minuti di mare prima di intraprendere il viaggio di ritorno.
Altro sintomo grave è l'indebolimento cronico che avviene nelle ore notturne.
Si perchè se durante il giorno gli affetti mostrano una speciale resistenza ai raggi solari, al calore, e una capacità erculea di giocare a racchettoni anche per ore e ore sulla riva, mentre la notte diventano enormemente stanchi e solo di rado riescono a sforzarsi e uscire di casa.
Continuano a ripetere "mare" "domani mattina" perchè, pur nella loro incoscienza, capiscono che potranno riprendere le forze soltanto l'indomani mattina (chiaramente all'alba) catapultati al mare, impanati di sabbia, frigolanti in mezzo a ettari di pelle scoperta e sudata di migliaia di sconosciuti.
CONTAGIO
Contrariamente ad altre patologie note, in questo caso gli affetti da Sindrome da Rincoglionimento Estivo DESIDERANO ardentemente contagiare chi non ne è colpito. Pare che sia parte integrante della sindrome. Un po’ come i vampiri: devono morderti e farti uno di loro senò non si divertono, e ti spaccano i maroni finchè non ti vedono in costume con sorrisetto ebete in spiaggia.
Ti riconoscono subito dal colorito pallido, dall’abbigliamento non fuori luogo e imbarazzante (gli affetti sono soliti indossare infradito, cappellini di paglia e schifezze varie anche in ufficio) e ti attaccano in gruppo come spietate iene ridens su una carcassa.
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Casomai non si fosse capito: io ODIO il mare d’estate per cui evitate predicozzi sulla poesia dei granelli di sabbia fra le dita dei piedi, sul piacere inebriante della salsedine incrostata sulla schiena o sull’effetto benefico delle alghe incastrate fra il costume e le chiappe.
Chi conoscesse altri sintomi premonitori o addirittura gravi, o altre casistiche è pregato di renderle note per il bene della scienza.