Ho comprato il portatile tre anni fa.
Tutto felice, immaginavo di poter finalmente dire addio alla vetusta scrivania sulla quale passavo interminabili ore di lavoro, e di dare il benvenuto al resto del mondo.
Mouse ottico e batteria carica, mi vedevo sdraiato sull'erba al parco, o all'angolo di qualche sperduto caffè stile monmartre a scrivere il mio romanzo bohemien.
Inutile dire che il massimo della trasgressione informatica l'ho avuta a letto durante l'influenza per tenere d'occhio la corrispondenza e gli ultimi commenti al blog o
sul divano col cane come scalda-piedi. Niente di più nerd e meno creativo (anche perché il lupetto a righe mi sta decisamente male).
Oggi che la mia serata ufficiale è finita abbastanza presto, che la casa è totalmente vuota e silenziosa e la temperatura estiva - per una volta posso dirlo anche io - lo consente, ho deciso di accamparmi sul tavolino in giardino e mettermi un po' a scrivere, non senza qualche conflitto interno.
Inibitore interno> Ma è tardi! È quasi l'una.
Bakis> Sai bene che non vado mai a letto prima delle tre, ho almeno due ore buone di tempo, perché no?
Inibitore interno> Il cavo dell'adsl non arriva fino in giardino.
Bakis> Meglio. Così non verrò distratto da feed rss, mail e quant'altro e potrò scrivere in pace.
Inibitore interno> Uff, ma cos'hai di così importante da scrivere?
Bakis> Beh niente. Come al solito.
Inibitore interno> Mhh.. ok allora tu taglia l'arancia io verso il Martini.
Bakis> Ora forse stai esagerando..
Inibitore interno> Zitto e taglia.
Avevo l'intenzione di scrivere un post celebrativo sui due anni di questo blog pieno di
vecchi aneddoti, ma se una cosa ho imparato appunto in
due anni di pubblicazioni è che per quanto mi sforzi di voler raccontare qualche episodio carino o storia particolare se gira e rigira non viene fuori niente di decente non c'è volontà ferrea o capacità scrittoria che tenga.
Ammesso che io abbia anche solo una di queste due cose.
L'incipit ideale sarebbe stato "
wuh, due anni: è la cosa che son riuscito a fare per più tempo di seguito in tutta la mia vita". Ma è totalmente falso, a meno che non consideriamo il blog come un surrogato di un rapporto amoroso. Allora ok: è decisamente il rapporto più lungo che abbia mai avuto. Ma francamente non penso che sia così.
Prendendo in prestito le parole che io stesso ho sparacchiato non so dove e quando, direi che il blog è quel posto dove infilare tutte le cose che sarebbe un peccato buttar via.
E' una sfida contro il tempo, contro il consumismo degli avvenimenti, un tentativo estremo di fermare le persone e le parole in qualcosa che dura. Che dura…
Che dura il tempo esatto di leggere i commenti e passare alla pagina successiva.
In questi due anni sono successe molte cose.
Alcune si leggono in controluce nei post sperduti dell'archivio. Altre le ho taciute, come se non fossero mai esistite o successe. Altre ancora immagino le abbia rimosse, e in effetti spesso mi capita di non riconoscere le mie stesse parole dopo mesi quando le rileggo, tant'è che inizio a pensare ci sia qualcuno che posta a nome mio di soppiatto.
Ma quest'anno è già a metà e forse finalmente mi sento un po' lontano da
quel post così pessimistico, dopo essermi reso conto che il 2004 era davvero finito e catalogato.
Senza tener conto che poi d'estate vado in letargo (contrariamente alla mia stazza da grosso mammifero che mi imporrebbe la pausa-sonno d'inverno) e che dunque fino al 21 settembre non sono responsabile per le mie non-azioni.
Una cosa sensata da fare, potrebbe essere elencare tutte le persone che ho collezionato un po' per caso proprio grazie alla miriade di parole digitali che sui blog ci scambiamo ogni giorno, come fluidi corporei in un'orgia di bit. Ma al solo pensarci mi perdo in una catena esponenziale di nessi e relazioni…
Insomma forse Inibitore Interno c'aveva pure le sue ragioni a trattenermi…
Inibitore interno> Finalmente l'hai capito, pubblica il post e andiamo a nanna su, da bravo.
Bakis> Mah non so, avrei preferito qualcosa di più breve e più divertente…
Inibitore interno> Che fai, ora mi rubi il lavoro? Guarda che chiamo
Coscienza politica visto che in fin dei conti questo blog l'hai iniziato per parlare di
cose serie...
Bakis> Ok ok, ora pubblico.