Col mio completino ninja e il bioritmo agitato, mi intrufolo al solito in cucina dei casa dei miei per rovistare tra le vivande incustodite. Controllo: via libera, non c’è nessuno.
Apro forno. Estraggo piatto profumato. Chiudo forno. Ombra indistinta. Apro dispensa. Addento pane. Chiudo dispensa. Mio padre.
Rimango per qualche secondo totalmente immobile col piatto in mano e un panino in bocca, valutando vie di fuga, indeciso se fingermi morto. Ma ormai è tardi per manovre diversive.
Senti – mi dice. Rimango confuso dal fatto che mi rivolge la parola senza causa esterna apparente e intanto tengo stretti i cibi, casomai volesse riappropriarsene con la forza.
> Tu quand’è che devi tornare a Milano?
> o-o-ò i icuo ecchè?
Tolgo il panino dalla bocca in modo da poter pronunciare le consonanti.
> Non lo so di sicuro, perché?
> Stiamo organizzando una festa con tutti i nipoti paterni, a casa per il 24. Vedi di esserci.
> Uhn. Con i nipoti? Ma tutti tutti?
> Si. Tutti tutti.
> Tutti tutti tutti?
> Beh… Tutti tranne Cicciobello.
> Ahn ok. In ogni caso non so.. HEY guarda là! Un americano sta bruciando la bandiera dei quattro mori!
> Dove dove??
Al che faccio esplodere una bombetta fumogena e volo dalla finestra ridendo cavernosamente.
Chiaramente voi non potete cogliere il valore totemico dell’espressione “tutti i nipoti”. Perché vi sfugge che il sottoscritto ha ben 47 cugini di primo grado. 47. Praticamente una lobby. Togliendo gli assenti per troppa lontananza ma aggiungendo annessi consorti e prole a carico, un simpatico party tra nipoti paterni di primo grado (senza zii) si trasforma in un carnaio delirante - i cui 2/3 delle presenze saranno a me totalmente oscuri in termini anagrafici.
Se dovessi impegnarmi a ricordare nome, cognome e discendenza di ogni mio cugino probabilmente dovrei disimparare cose fondamentali come il codice della strada o i filosofi eleatici. (Ok, “fondamentali” non è proprio l’aggettivo adatto).
Ragion per cui, in questi frangenti, saluto e abbraccio acriticamente chiunque si trovi all’interno del perimetro di casa mia (mi è capitato anche di abbracciare gente del catering durante party familio-istituzionali), cercando parimenti di sfuggire da quelli/e di cui invece ricordo nome e peculiari tratti sadici.
Esempi.
T: Introversa, silenziosa. Per anni tutti hanno pensato che fosse la cugina bruttina ma intelligente. Oggi sappiamo che è solo la cugina bruttina.
R: Introverso, silenzioso. Per anni tutti hanno pensato che fosse il cugino belloccio ma scemo.
Oggi sappiamo che è solo il cugino scemo.
Questa volta ho come il vago sentore di non riuscire a scamparmela. Dovrò dare almeno il gettone di presenza. Penso che a difesa del mio già precario equilibrio psico-fisico, obnubilerò le mie facoltà sensoriali con abbondanti dosi d’alcohol nei primi 15 minuti di convegno e riderò a qualsiasi storiella, per poi scomparire misteriosamente in un’altra nuvoletta in direzione mansarda.