Partiamo alle 15:30 da Firenze con Sosetta, di corsa dai rispettivi posti di lavoro, trascinando un trolley gonfio per la notte (il minimo indispensabile), libri, musica da treno e aspettative per la serata.
A Milano ci attende il nostro giro di blogger, anch’essi pronti e addobbati a dovere per la SplinderNight.
Non è certo il nostro primo aperitivo tra blogger ma questo ha qualcosa di speciale: ci aspettiamo incontri insoliti e un’atmosfera diversa.
La serata è come me l’aspettavo, se non meglio. I blogger vanno e vengono, il locale è sempre pieno al punto giusto e c’è il tempo e lo spazio per chiacchierare, conoscere personaggi curiosi e incontrare anche qualche giornalista. Ci guardano un po’ straniti, non capiscono perché si debba evere un blog, se lo si fa per trombare o per narcisismo, non si capacitano del fatto che sia gratuito e cose così. Curioso che lo pensino delle persone che presumibilmente per amore della penna hanno passato anni di gavetta quasigratis magari presso giornali improbabili.
Si fa sempre più strada l’idea che il blogger sia un animale sociale strano, mimetico, perfettamente immerso nel suo contesto ma con qualcosa in più (o in meno, chissà) in ogni caso di diverso, che riesce a creare questo qualcosa al tempo virtualissimo e concreto, che riesce a scriversi addosso e lasciare ondate di bytes per la rete e un secondo dopo organizzare apertivi, incontri, feste, iniziative.
Il blog non è un cantuccio privato: è un punto di una grande maglia, l’essenza stessa della rete. Il blogger è la sua community e senza non potrebbe esistere.
Credo che nessuno sia ancora riuscito a decifrare per bene questa cosa: è comunque bello esserne parte integrante.
Ieri ho deciso di lasciare da parte la macchina digitale e godermi la serata senza preoccuparmi degli scatti, quindi da parte mia niente foto. Ma stasera giri e giretti per blog: adesso bisogna recuperare i contatti creati con commenti, post, link, +friends, chat etc.etc.. (tanto per rispondere a chi mi chiedeva: perché Splinder? ;-)