Cova cova, tutto capita (sempre) al momento giusto.
Non che ci sia un motivo: sarebbe troppo presuntuoso cercarne uno. Semplicemente quando si accumula una massa karmica sufficientemente critica
paf le cose accadono.
E così, dopo una settimana di reclusione fra lavoro e
lavoro, sabato appuntamento alle 16 con Sabina per un tour fra i
mercatini dell’usato, mio nuovo trip, alla ricerca di qualche pezzo
anni 70, dopo le prime botte di culo delle settimane scorse (un brionvega e una lampada in metallo arancione completa di globo bianco opaco).
E sempre in tema di anni 70 scopro un covo vintage di cui non avevo notizia, interessante alleato per il project che sto mettendo su sempre con Sabina, nuova alleata di progetti non impossibili ma estremamente improbabili (auto-ribattezzatasi “seriamente inaffidabile”).
Buone premesse.
Verso le 19 ci dirigiamo alla presentazione di una mostra,
365 strumenti quotidiani, allestita da
iPosto. Curiosiamo, beviamo – soprattutto - e traiamo ispirazione. Per cosa? Un po’ tutto un po’ niente.
Alle 20 voliamo al vernissage di
Greta Frau, (leggasi f.r.e.g.a.t.u.r.a ) personaggio (o collettivo?) ricoperto di mistero, dalle apparizioni interessanti. Perdiamo la performance ma in compenso incontriamo il mondo. Compreso un noto personaggio che augura alla misteriosa artista che ogni centesimo guadagnato con quella nonarte gli si ritorca contro. Come direbbero qua a Cagliari “tutto in medicine”.
Tutte le fortune questa Greta, pure i contestatori in diretta.
Non ci demoralizziamo: nuove idee, cibo per la mente.
Al che ci infiliamo alla solita enoteca con un nuovo acquisto (A. che nel frattempo è rimasta alla mostra e ci ha raggiunto già abbastanza ubriaca) che poi ci porta in un locale tunnel nascosto dentro un altro locale.
“
Dobbiamo solo oltrepassare la cortina dei tristi. Andate dritto per i tavoli coi tipi squallidi, sguardo basso e passo svelto”.
Domenica poi, pomeriggio speso per il servizio fotografico per il famoso ciclo di reading ch si terrà a partire dalla settimana prossima. Una casa deliziosa, quattro modelle, vestaglie, creme per il viso, cipolle, coltelli, spazzolini. Il concept per la rassegna “
parole rivelate”, è evidente, consiste nel mostrare il momento in cui la parola viene effettivamente rivelata: negli angoli del letto, in cucina, sul cesso, mentre si spolvera.
Basta con i cliche del letterato col bicchiere di vino, candele, caminetto acceso, in preda a momenti di ispirazione quasi mistica!
Peccato che perlomeno per le prime uscite, la campagna sarà praticamente... segreta.
E francamente non so come riuscirò a incastrare tutte queste cose in questa settimana, tenendo conto che devo ancora andare all’ufficio di collocamento per lo spettacolo (per quanto felicemente impiegato da anni, per fare l’attore bisogna essere comunque iscritti) – tempo stimato: una mattina -, apparire come figurante nel
famoso film di cui ho già parlato – tempo stimato: un pomeriggio + sera abbondante.
Che dire? Farò del mio meglio! Buona settimana a tutti.