Ero qua a E' attivo il multimedia su Splinder.
Diavolo, finalmente, era una vita che attendevo (in termini web, alcuni mesi sono "una vita") e sono proprio curioso.
Mi domando quali nuovi modi troverò di e s p a n d e r e il mio ego con tutti questi applicativi.
Ma non sarà solo un mucchio di polistirolo intorno allo stesso - sempre quello - nucleo fondamentale? Non sarà forse un'enorme baracca di vetri e di fragili cartoni che insisto a costruire intorno a me stesso?
Settemila veli di maia intorno a un micro-costosissimo cioccolatino.
Ma non mi piace pensarla così. Credo anzi che l'io sia un processo cumulativo. Se ci aggiungi roba, quella rimane. Ovvero se fai una cosa, crei un percorso per nuove sinapsi e per nuove cose che prima non conoscevi.
C o o o s e.
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Ogni nuovo canale porta con se necessariamente anche nuovi messaggi da comunicare e finchè c'è voglia di aprirne di nuovi significa che sotto sotto c'è sempre qualche messaggio che cova, che desiderava uscire fuori. Sabato è bastata una chicchierata per rendermi conto di quanto l'espressione, la comunicazione sia l'essenza della mia vita. E quando stacco (stacco?) mi ritrovo a scrivere, fotografare, incollare, passare interminabili ore a modulare interminabili effetti psichedelici alla tastiera. E non è frustrante, è bello. |
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E voi in che maniera vi e s p a n d e t e ?
Qualche volta i referendum servono a qualcosa! Come al solito è stato fondamentale non astenersi... 
W le Erasmus!
Visto che ci sono, vi ripropongo il post del lontano 4 Novembre 2003 sul primo incontro tra me e Paolocchia!
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Oggi sono in coma: naso tappato, occhi fuori dalle orbite, voce ancora più nasale di Billy Corgan (ma non figa come la sua), mani gelide, voglia di fare un cazzo (vabè, quella sempre) e una tendenza incontrollata a sparare cazzate: non mi ritengo responsabile per le cose dette da qui in poi.
Ma come potrei far finta, pur in queste miserrime condizioni (ho pure finito i fazzoletti per il naso…quando, quando finirà?) di ignorare il tema che circola prepotentemente sui blog dopo questo fine settimana? E anche prima? Cioè, che circola da sempre?
Mi riferisco a lei. Tutti ne parlano, tutti la leggono, tutti la vogliono. No, non è la marja mi riferisco a…Paola!
Ebbene, alla faccia di quanti mi vogliono male (?) ho avuto la fortuna di incontrarla di persona, questo sabato. Mi sono sentito come quei timidi critici musicali, un po’ reporter, che fortuitamente riescono ad accreditarsi per un’intervista esclusiva a qualche mitica rockstar. Si avvicinano increduli a quel mostro sacro, come può essere Jimi Hendrix, o Lou Reed o Sandra Mondaini, per poi scoprire che è più basso di mezzo metro, che ha le dita grosse come wurstel...
Mi e' stata avanzata una provocazione circa la virtualita' della (mia) vita (?) e/o sulla realta' contenuta in questo blog: trovo la questione piuttosto oziosa, dato che penso che per potersi esprimere in merito bisognerebbe come minimo conoscere entrambe le cose, ammesso che appunto si possa parlare di due cose distinte in tema di blog e vita vera.
Ne traggo comunque uno spunto prezioso per affrontare un tema che mi sta incuriosendo in questi giorni, parlando di referendum e, appunto, di blogosfera.
- La blogosfera esiste? E' reale o virtuale? E' un gruppo omogeneo?
A questo proposito segnalo un vecchio, ma non troppo, pezzo di Antonio "Webgol" Sofi con alcune imprecise osservazioni di U. Eco in merito.
- Come mai i blog in larga maggioranza hanno propagandato con forza il si ai quesiti referendari, o comunque il voto? (tenendo conto che di fatto, questo e' stato l'atteggiamento di circa un quarto degli italiani).
Esiste forse un nesso fra avere un blog (e quindi voglia, tempo di esprimersi e condividere idee e impressioni) e avere anche uno spiccato senso civico?
Segnalo anche una breve discussione su questo punto con Spiritum.
Comunque mi hanno fatto notare che, del resto, noi non possiamo conoscere quelli che sarebbero stati i risultati del referendum *senza* l'ausilio dei blog. Si puo' pensare che l'affluenza sarebbe stata ancora piu' bassa senza la manforte dei blog?
I dati dei referendum passati (ad es. sull'articolo 18) sembrano negare questa ipotesi ma del resto ogni caso fa a se.
Stesso discorso si potrebbe fare per i blog piu' politici, come ad esempio quelli pre-elettorali; ma forse in questo caso e' piu' difficile misurare l'apporto effettivo che possono dare.
Ma anche questa probabilmente e' una questione oziosa.
Cio' su cui piu' mi preme avere la vostra opinione e' quindi questo:
- Siamo gli stessi fuori e dentro il blog? Esiste un fuori e dentro? La blogosfera altro non e' che la sommatoria di moltissime micro-realta' o effettivamente esistono dinamiche che la muovono a livello collettivo?
Son sicuro di aver proposto un tema gia' dibattuto piu' volte, specie dagli addetti al settore un po' piu' esperti di me. Ma credo che questa volta ci sia qualche elemento di riflessione in piu', per cui lancio comunque il sasso.
Sono sicuro anche di avere gia' espresso la mia opinione semplicemente nel modo in cui ho esposto e selezionato le domande, mi riservo comunque di dire eventualmente la mia a discussione iniziata (se inizia
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Nota Integrativa a seguito di lamentele avvenute via mail.
Se il blog fosse effettivamente uno specchio di come siamo e cosa pensiamo, sarebbe dunque sintomatico il fatto che ultimamente non riesca a scrivere niente di sensato e più lungo di poche righe, principalmente composte da testi di canzoni che mi rimbombano nelle orecchie di continuo.