Che stanchezza.
Sarà per questo che più del mio solito non riesco a fermare in questo documento word le cose che sono successe stasera.
Penso che tutto sommato potrei tenere tutto per me come nella maggioranza dei casi, lasciando al blog solo alcune postille a margine delle mie giornate: ma credo che una volta tanto valga la pena di scrivere di qualcosa che è successo e non solo di come mi sento, cosa vorrei fare etc..
Allora inizio da zero come se dovessi raccontare tutto a un bambino; bambino che ritengo ancora di essere per molte cose. [ E infatti mi viene in mente di avere un pacchetto intonso di fruittella nella borsa, slurp! comprate stamattina per addolcirmi la fila in banca non le avevo ancora aperte perché demoralizzato dal numero enorme di persone, ho preferito fuggire. ]
Stasera.
Così, all'ultimo momento decidiamo di fare i duri - io e R - e di tener fede al nostro impegno sportivo bisettimanale: sfidiamo il tempo incerto e un po' rompiscatole e battiamo il nostro record di corsa (sull'entità di questi record sorvolo spudoratamente). Dopo l'ormai consueta sequela di corsa-fiatone-camminata-esercizi andiamo via che è già buio.
Approfitto della speciale compagnia per fare una commissione veloce non sapendo che in realtà quella piccola deviazione avrebbe deciso l'intera serata.
Arrivati in viale buoncammino è già troppo tardi: ci siamo ricordati che oggi il santo, Sant'Efisio, torna a casa dopo la sua breve permanenza a Nora: una seccatura per i giri in macchina in più e il supplemento di camminata che ci tocca fare (con annesso pacco che R per causa mia è stata costretta a fare!), ma una bella sorpresa per ciò cui abbiamo assistito.
Appena sbucati dall'arco di via ospedale vediamo subito la processione lenta e illuminata dai ceri, lungo tutto il primo tratto di via azuni.
L'atmosfera è strana, come sospesa: certo, è dovuta all'assenza delle macchine in tutto il quartiere. Il silenzio è rotto solo dal canto della processione e dal leggero mormorio della gente. Anche la pioggia ha deciso di rispettare questo momento: da quando abbiamo parcheggiato fino a quando il santo non è rientrato, non è cascato un solo goccio.
Allora cerchiamo di raggiungere il nostro obiettivo ma siamo inevitabilmente attratti dalla processione, quindi l'ultimo tratto che ci manca - il più breve - è diventato il più lento: i canti son bellissimi, ci sono anche i cavalli. In via santa restituta, strettissimi, andiamo controcorrente come dei salmoni in un fiume di persone in costume, nel nostro senso di marcia soltanto dei gatti impazziti che creano scompiglio e divertimento fra la gente.
La via che ormai per me è tanto familiare, oggi era colma di gente (e doveva esserlo sicuramente molto, molto di più sabato) e questo mi fa pensare al suolo ricco di storia che calpesto ignaro e superficiale ogni giorno.
Annullati per causa di forza maggiore gli impegni presi e definitivamente cancellati quelli da confermare, decidiamo di mangiare qualcosa - non prima di ripercorrere tutto il cammino al contrario!
Conciati di tutto punto da perfetti sportivi (?) e quindi di conseguenza anche scarsamente dotati di soldi, facciamo quadrare i conti con due pizze da asporto mangiate negli spazi stretti della mia macchina: la pioggia ci ha impedito di gustarla all'aperto della piazzetta.
L'umore stressato e molto "da ufficio" di qualche ora prima ha lasciato il posto a una sensazione indefinita, almeno per me: complice la piacevole stanchezza fisica, che ormai è troppo estranea al mio repertorio di stanchezze.
E per finire qualche vecchio ricordo, progetti, idee, aspirazioni per il futuro e tanto sugo fra le dita.
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