Innamorato di me stesso / ma non corrispondo




venerdì, 22 dicembre 2006

(Domani)

Ora che è passata la mezzanotte posso finalmente pensarlo.

(Domani torno a Cagliari.)

Sarà bella come l’ho lasciata?
Probabilmente …no. So che il ricordo alcolizzato dalla nostalgia tende a distorcere e levigare anche le pietre più ruvide, e la città che vedo nella mia testa come una pizza in super-8 riversata, ha assunto le fattezze di una megalopoli fantastica e luminosa, una seconda Parigi, anzi meglio perchè un tantino più esotica, col mare tutto intorno, le palme, le salite e le discese, brulicante di piccola gente che parla con le vocali aperte e non fa altro che andare a reading, festival letterari e performance.

(Domani rivedo i miei amici.)

Ma forse no, non tutti domani, o forse nemmeno uno chissà. Preso dal non crearmi aspettative nei confronti di nessuno ho omesso di annunciarmi, espondendomi da solo al rischio di un bentornato ritardatario. Ma tutto sommato si, alla fine son passati due soli, banali, mesi; appena un sesto di un anno, poca roba nell’arco di una vita, il battito d’ali di una mosca a confronto della durata dell’universo. In due mesi cosa vuoi che succeda? La gente lavora, dorme, si sveglia, va qualche volta al cinema. C’è poco tempo per qualsiasi cosa, anche per provare la nostalgia, che è un sentimento di lusso, ora lo so.
Talmente costosto che le persone tendono a dividerselo. Chi va si sobbarca il costo maggiore, gli altri fanno alla romana con quel che resta.
Forse non tutti domani, né nei 10 pochi giorni a disposizione. Mi basterà sapere di poterlo fare, di essere a una telefonata di distanza, a un giro in macchina, a 10 semafori dal centro e una ricerca di parcheggio.

Mi basterà rivedermi negli occhi di qualcuno che mi conosce bene, per ricordarmi chi sono davvero.


Guardo l’orario: è l’una e venti ormai, quindi si, sotto le coperte potrò pensarlo.

(Domani... domani torno a casa).
scritto da Bakis alle 01:23 | plink | commenti (34) | commenti (34) (p-up)
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mercoledì, 20 dicembre 2006

[ Party aziendale ]

Tornato a casa prima, mi preparo per lil grande evento annunciato da giorni che tutti i dipendenti aspettano con ansia e attacchi di panico: la mitica convention aziendale con party annesso.

Stasera vagherò per gli ambienti del party con fare da sociologo per studiare il comportamento dell'animale sociale d'azienda fuori ambiente.. e fotograferò tutto a scopo puramente documentario / come dissi alla collega Lucy.

Chiaramente per ora trascuro il fatto che non ho la minima idea di dove sia il posto e come raggiungerlo.

E sarà, ovviamente, tedio.
 
scritto da Bakis alle 16:41 | plink | commenti (9) | commenti (9) (p-up)
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mercoledì, 06 dicembre 2006

[ Mystic Sushi ]

Alcune filosofie mistiche dicono che esiste una sola e unica legge universale che regola tutto quanto.

Penso che un corollario di questa legge universale preveda un limite stabilito per il numero massimo di volte in cui una persona possa andare al ristoranre giapponese in un mese.

E un corollario del corollario sicuramente dirà anche che andarci due volte in tre giorni è altamente deleterio.


Ho avuto tale illuminazione  quando mi son reso conto che ruttare al wasabi per tre giorni non è bello.
scritto da Bakis alle 12:00 | plink | commenti (16) | commenti (16) (p-up)
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lunedì, 04 dicembre 2006

[ Eppur si muove ]

Oggi mi sono svegliato rovinosamente tardi.

Ho ripetuto il mantra "cazzo cazzo cazzo" per un tempo verosimilmente troppo lungo per una persona sana di mente. Uscito di casa a velocità warp, non mi sono accorto che pioveva: sono arrivato in ufficio che sembravo appena emerso da una piscina (ma non prima di una fermata al bar per lattemacchiatoscurosenzaschiuma e pastaallacrema).

Conseguentemente ora ho mal di testa.

Ma, udite udite, sono di ottimo umore.
Sarà perchè abbiamo dato dei regalibri alla mia nuova capa e lo staff in cui lavoro mi piace un casino?
No, beh, non è solo per questo, ma aiuta... specie di lunedì!

Buona settimana a tutti :-)
scritto da Bakis alle 10:37 | plink | commenti (18) | commenti (18) (p-up)
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mercoledì, 29 novembre 2006

[ Lezioni di vita da open-space ]

Mai chiedere aiuto a un collega se:

- quando ti avvicini soffia e mostra le unghie;

- quando formuli la richiesta, scoppia a piangere e scappa;

- scopri che è solo un manichino con i suoi abiti;

- senti che ripete a voce bassa "il mattino ha l'oro in bocca";

- devi interloquire con lui per  tramite di un pupazzetto fatto con un calzino;

- realizzi che è sempre stato solo frutto della tua immaginazione e in realtà la sua è sempre stata una tua competenza.

scritto da Bakis alle 12:18 | plink | commenti (23) | commenti (23) (p-up)
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venerdì, 24 novembre 2006

[ Biciclette e cetrioli volanti ]

Una cosa che ho imparato in giro per Firenze è che per strada non bisogna mai camminare in diagonale o cambiare rotta troppo rapidamente. Si rischia di essere arrotati dalle biciclette che sfrecciano a velocità smodata.

Curioso perchè invece a lavoro bisogna muoversi a zig-zag, velocemente, per evitare i cetrioli volanti ad altezza culo da ogni direzione.
scritto da Bakis alle 11:59 | plink | commenti (21) | commenti (21) (p-up)
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mercoledì, 22 novembre 2006

[ Parents - Sitting ]

Fra un'ora al soppalkis arrivano gli augusti genitori.

Per evitare la puntura di antitetanica all'ingresso, ieri notte fino all'una e stamattina presto mi son dovuto produrre in una session speciale di pulizie e lavaggio piatti.
L'anelo per la lavastoviglie diventa sempre più opprimente, specie considerando il fatto che ho dovuto lavare i piatti di 10 persone, causa cena estemporanea con amici e colleghi a casa lunedì.
Inizio a temere per i residui del party in programma fra due sabato..

Ma vabeh.

Ora uscirò in anticipo, appuntamento in centro e parents-sitting fino a lunedì.
Ce la posso fare.
scritto da Bakis alle 17:45 | plink | commenti (7) | commenti (7) (p-up)
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lunedì, 20 novembre 2006

[ Per me importante ]

Ieri son stato tutto il giorno a casa, dopo un sabato già molto più simile ai miei cagliaritani...
Alle 16 presentazione del libro di una deliziosa collega e di sera tour tra locali con amici vecchi e nuovi. (Notare come chiamo amici "vecchi" quelli che ho conosciuto i primi giorni di permanenza a Firenze e "nuovi" quelli conosciuti una settimana dopo...).

Dicevo, stavo a casa, fuori pioveva, con la musica proveniente dalle sole misere casse del portatgile, a fare i piatti.... e mi son reso conto di quanto lei mi mancasse. E' stato un flash.

Rivoglio la lavastoviglieeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee

Devo smetterla di fare il piccolo lord che per cena usa il servizio completo di pentole, piatti e stoviglie...
scritto da Bakis alle 16:18 | plink | commenti (19) | commenti (19) (p-up)
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lunedì, 06 novembre 2006

[ Una domenica da incubo ]

Domenica alle 11 scadeva la mia prenotazione al residence.
Rinunciando (per forza) a una mattinata di riposo, mi son svegliato presto per rifare per l'ennesima volta le valigie e raccattare la mia roba esplosa in giro per la stanza.
Destinazione: appartamento aziendale di collega che arriva il 20 Novembre.
Missione: occupazione semi-abusiva (ma pur sempre controfirmata dagli HR) e invisibile.

Per quanto mi difenda bene a conoscenze e amicizie a Firenze, constato con dolore che gli unici due motorizzati sono assenti.
Scroccare un passaggio è impossibile: è dunque taxi.

Arrivo all'appartamento in zona stazione e prendo atto di due drammi:

- la casa è gelida e non riesco ad attivare la caldaia a gas, strumento troppo avanzato per me, abitante di un'isola in cui le caldaie a gas sono pressochè inutili. Premo tasti a caso e quando sento ribollire fuggo. Le cose con il gas dentro mi impauriscono, sono di quelli che controllano mille volte se il gas è chiuso, prima di uscire, figuriamoci se tollero una bomba a gas in casa.

- la casa è nuovissima, è non c'è un becco di niente. Non un lenzuolo, un cuscino, né coperte, carta igienica, bicchieri, forchette. Niente. Ed è domenica.

Scatta l'emergenza. Faccio sms bombing per trovare assistenza e riesco a recuperare lenzuola (grazie Marta) e coperta + cuscino (grazie Sosetta!).

La giornata procede dunque lenta e pallosa, visto che ovviamente non ho internet, né televisione e ok passeggiata, ma mi tedio a stare fuori a bighellonare tutto il giorno senza meta. Anelo il ritorno a lavoro.

Oggi quindi, bando alle incertezze, mi butto sul telefono, malcelando con l'agente immobiliare il desiderio devastante che ho di subentrare immediatamente in quello che ora mi sembra un appartamento extra-lusso in centro.

> Ok, quando fissiamo l'appuntamento?
io > Mah... oggi..domani.. (pensieri: OGGI TI PREGO OGGII)
> Dai facciamo domani, così in un paio di giorni sistemiamo tutto.
io > Va bene... comunque se c'è bisogno intanto posso fare i bonifici così velocizziamo... (penseri: VOGLIO TRASFERIRMI OGGI TI PREGOO, FATTI CORROMPERE)
> Si dai con calma, poi domani vediamo..
io > (sniff) occhei..

Ma vabeh, infine fu soppalco. Una parola impressa a caratteri legnosi sul mio karma.

Domattina quindi appuntamento per farmi staccare il rene come caparra e firmare la fideiussione sulla mia anima con la proprietaria.

Yuppi!
scritto da Bakis alle 15:03 | plink | commenti (28) | commenti (28) (p-up)
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venerdì, 03 novembre 2006

[ Aggiornamenti ]

Sto diventando un ometto efficiente.
In una sola giornata son riuscito a vedere una casa, saltare il pranzo, fare la spesa, portare la bici dal meccanico, tirare due pacchi.
Oggi in programma altre due case e un altro pranzo saltato (o una cosa o l'altra: la mia linea statuaria ne beneficierà).

Ora il dilemma: ho visto un posticino carino in centro. Ma.
Non ha il soppalco. Ora: potrò trovare una casa con questo benedetto soppalco? o meglio ancora, guarirò dalla scimmia del soppalco? Datemi un soppalco!

L'altro dilemma del giorno è che a Firenze fa un freddo da cagarsi in mano e stanotte presumibilmente dovrò tornare a casa in bici. Da domani sarà Colbaccoh.
scritto da Bakis alle 09:45 | plink | commenti (24) | commenti (24) (p-up)
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lunedì, 30 ottobre 2006

[ Non mi rovinerà il lunedì ]

Cercare casa a Firenze è un vero casino.
Sembra facile agli inizi, perchè in giro è pieno di agenzie e di giornalini gonfi di annunci. In realtà è un casino senza speranza perchè le agenzie chiudono troppo presto rispetto ai miei orari e gli annunci nei giornalini inizio a credere che siano finti: non risponde mai nessuno.

Comunque, Bakis parte arrogante nel suo lunedì schedulato di impegni: appuntamento alle 9 in piazza con la tipa di un'agenzia per vedere una casa, fuga in pausa pranzo per andare a ritirare la roba in lavanderia, corsa pazza all'uscita per tentare di vedere un'altra casa, dall'annuncio fighissima e in budget.

Bakis quindi esce per la prima volta con la sua bici fresca d'acquisto, svegliatosi alle 7 per riuscire a fare tutto in tempo (calcolando anche lentezza nel pedalare, pause respiro e eventuali sbagli di strada).

Ma c'è una cosa che Bakis non ha calcolato: la sfiga vista di falco ansiosa di aggiungere un pezzo raro nell'album delle figurine di merda.

Dopo appena 15 minuti di pedalata è scontro frontale con un ciclista testa di cazzo distratto. Non mi faccio niente ma la bici è andata.
Non riesco a crederci... Cerco di recuperare dalla memoria quelle scarse informazioni sulle bici che ho accumulato negli anni delle medie: cosa può essere? la ruota di dietro non gira, il freno sembra incastrato ma non c'è verso di sbloccarlo. Unica soluzione, parcheggiare la bici dove mi trovo e proseguire in bus - che chiaramente vedo passare in quello stesso istante.

Bene, mi trovo ad almeno tre km da lavoro e sono in ritardo per l'appuntamento per la casa. Ma non c'è problema: la tipa dell'agenzia mi chiama per dirmi che la casa è andata, quindi non c'è più fretta.

Come inizio non c'è male.
Ma cerco di ripetermi che questo non mi rovinerà il lunedì, non mi rovinerà il lunedì, non mi rovinerà il lunedì, non mi rovinerà il lunedì, non mi rovinerà il lunedì...
scritto da Bakis alle 09:36 | plink | commenti (16) | commenti (16) (p-up)
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martedì, 24 ottobre 2006

[ ViveLaFrance ]

Ultimamente mi stanno arrivando le chiamate più inaspettate. Ma questa più di tutte.

Vibra il telefono e leggo il suo nome: ViveLaFrance.
Mi catafotto in ascensore per potermi produrre in esclamazioni di giubilo senza farmi sentire.

Ha chiamato per sapere come sto e per propormi di fare da assistente per le riprese di un film. Sniff. Ho d
dovuto rifiutare, chiaramente. Ma sono rimasto in lista per location, casting, comparse e shooting di corti (roba breve insomma..).

Mi chiedo: se questa telefonata fosse arrivata tre settimane fa, chissà... nel limbo così precario in cui mi trovavo, avrebbe forse fatto la differenza?
scritto da Bakis alle 13:02 | plink | commenti (18) | commenti (18) (p-up)
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venerdì, 20 ottobre 2006

[ Primo post Fiorentino ]

Parto in ritardo.
Lascio la mansarda in uno stato pietoso, contrariamente alle mie intenzioni (“vorrei partire lasciando casa in ordine e pulita” – non ci ha creduto nessuno).
Verso l’aeroporto mi accorgo di essermi dimenticato n cose, ma è tardissimo e rischio di perdere l’aereo.
Sono l’ultimo a fare check-in e riesco a entrare nonostante il peso eccessivo dei bagagli.

Decollo esattamente all’alba: Cagliari è ancora illuminata e coperta da una leggera foschia. Le nuvole sono basse e il sole si affaccia sul mare. Bellissimo. Mi godo lo spettacolo dando l’arrivederci alla mia città, poi crollo e mi risveglio all’atterraggio.

Arrivato a Bologna incontro Medea. Fa strano vederci in terra straniera, tra vie ormai per lei familiari ma che comunque non ci appartengono. Giusto il tempo di infilarci nel bar più vicino che già ci salutiamo, separati da un vetro che non si decide a partire: la meta è Firenze e sono emozionato.

Arrivo. Non è amore a prima vista, ma il tempo è splendido, la città vivace, il tassista simpatico e il residence accogliente. Tutto concorre per mantenere alto l’umore.
Sono sfatto e decido di non fare il supereroe: dormo un po’. Quelle tre-quattro ore per prendere confidenza con la città. Chiunque altro avrebbe lasciato armi e bagagli per andare a esplorare il centro, Bakis na. Bakis si fa il sonnellino.

Al risveglio ho le voragini nello stomaco: realizzo che non mangio da ben 12 ore. Che per una persona normale equivalgono a 4 giorni.
Incontro Marta. Altro ritrovo dal remoto passato in un contesto iper-futuro e improbabile. Siamo riapparsi nello scenario umano reciproco, in una nuova città.
Una ripartenza in grande stile, non c’è che dire.

Conosco il pacchista, ma è simpatico e grande amico di Marta. Per cui decido di risparmiargli rappresaglie e ritorsioni. Tra l’altro l’appartamento ipotetico, è davvero carino. Pazienza.

Prendo il terzo taxi della giornata: il mio senso dell’orientamento è nullo, e non ho idea di quali mezzi possano riportarmi al residence che, effettivamente, sta abbastanza in culonia.

Giorno secondo vede Bakis sveglio e attivo alle 7.
Cosa che in sé sarebbe sconvolgente, ma siccome è avvenuta in terra straniera, non fa testo. Facciamo finta che sia normale.
Bakis fa il suo primo ritardo fiorentino e salta la colazione. Fortunatamente openspace è spazioso e ben tollera i lamenti di stomachino in astinenza da latte.

Il posto è figo, colorato, pieno di gente e roba da fare. Ce n’è in abbondanza da riempire due o tre agendine. Quindi non c’è che da mettersi comodi e iniziare.

Poi inizia a piovere, ma si va in giro uguale. Aperitivo e cinema.
Il rientro è travagliato: mi trovo in centro senza la minima idea di come tornare. L’unica cosa da fare è chiamare Phata e tediarla affinché cerchi online tutte le informazioni utili: linea notturna da prendere, quante fermate, dove scendere.
Vado a letto a mezzanotte, prestissimo: rimango sdraiato in posizione immobile fino a stamattina.

Ed è il secondo giorno di lavoro.
Obiettivi della giornata: comprarmi la bici, un cappello impermeabile, andare in agenzia e iniziare a vedere qualche casa.

E adesso a lavoro :-)
scritto da Bakis alle 09:30 | plink | commenti (33) | commenti (33) (p-up)
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domenica, 15 ottobre 2006

[ Varie e sopratutto eventuali prima della partenza ]

Meno tre giorni alla partenza.

Un turbinio di emozioni contraddittorie erompe in me a velocità smodata. Vabeh, ora non esageriamo..
I grandi avvenimenti di questi giorni mi hanno distolto dal dovere principale di ogni trasferendo: approntare la valigia e decidere cosa mettersi per il primo giorno di lavoro.

Son problemi.
Tenendo conto che domani e dopo sarò perdutamente impegnato in: prelievi monetari, rifacimento documenti, disdicimento abbonamenti varii, saluti e salutini, non avrò altro momento utile per riflettere su questo annoso problema se non quello dedicato ai bisognini. Spero che per contrappasso non sarò portato a indossare il mio completo marron.

Tra le news di questi giorni:
-    ho rottamato il glorioso Fiestino e preso la rombante Bravo di mio fratello, definita ieri notte in un accesso di ottimistico entusiasmo “auto sportiva”. Significativo il fatto che, appunto, fra due gioni parto e che il mio mezzo di locomozione in Firenze sarà la bicicletta.

-    ho perso la casa trovata con tanto impegno culo in Santa Croce. L’attuale inquilino si è reso conto della cazzata colossale che stava facendo, a mollare quel gioiellino in centro a un prezzo non esagerato, per cui ha ritirato la disdetta. Peccato fossi in trattative con l’agenzia già da un mese. Gli dedicherò una session speciale di macumbe buddiste.

Per il resto, il protrarsi della mia permanenza calaritana per questi giorni aggiuntivi, consentirà il compimento di un avvenimento epocale: martedì, in presenza della fida signora delle pulizie, aprirò il frigo.

Ci sono imperativi morali che una persona deve assecondare, quando si appresta a imboccare una nuova strada nel proprio percorso esistenziale.

C’è chi sente il bisogno di riappacificarsi con le persone con cui ha litigato, chi sente di dover saldare i propri debiti, chi di spedire una lettera mai spedita.

Bakis invece tralascia queste cose a imperitura dimenticanza e si dedica al frigo.
scritto da Bakis alle 12:45 | plink | commenti (18) | commenti (18) (p-up)
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martedì, 26 settembre 2006

[ Intermission ]

                          Ho nostalgia
                                         
                                          di tutte le cose che non sarò
                                                 e che non sono stato,
                                         
                                          di tutte le persone
                                                              che
                                                                  non
                                                                      sono
                                                                                      
                                                                                    
                                                                                       


                                                        ( e di quelle che non ho incontrato )
scritto da Bakis alle 01:35 | plink | commenti (32) | commenti (32) (p-up)
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Tutto Torna
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I fantastici 4 - 2
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Il diavolo veste Prada
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Volver
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Sesso e filosofia
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La guerra dei mondi
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Hotel
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La caduta
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Manuale d'amore
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La vita è un miracolo
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Una lunga domen. di passione
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Nicotina
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Che pasticcio Bridget Jones
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Melinda & Melinda
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Birth - Io sono Sean
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Confidenze troppo intime
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Così fan tutti
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Lavorare con lentezza
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Le cons. dell'amore
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Fahrenheit 9/11
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Ladykillers
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Kill Bill vol.II
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School of Rock
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Coffee+Cigarettes
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3m sopra il cielo
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Le regole dell'attrazione
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L'amore è et. finchè dura
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Agata e la tempesta
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Il Sig. degli Anelli III
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Banditi a Orgosolo
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21 grammi
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In the cut
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La macchia umana
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Lost in translation
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Zatoichi:
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Love actually:
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Elephant
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Ballo a tre passi
9