Innamorato di me stesso / ma non corrispondo




sabato, 02 maggio 2009

[ Razzi ]

Ha smesso di piovere da qualche giorno, ma non fa ancora tanto caldo. E’ ufficialmente iniziata quella strana stagione che qui in Sardegna ci ostiniamo a chiamare primavera ma è soltanto un breve preludio alla torrida estate.

In questo momento c’è una bizzarra coincidenza di gradi °C fra Cagliari, Madrid e New York. Come se i miei pensieri riuscissero a percorrere tutti questi km e sopravvivere soltanto a una certa temperatura, prima di evaporare.
A Reykjavik invece fa freddo, e piove.

Vedo le mie gambe riflesse sullo specchio anni 70 che ho poggiato sull’armadio. Sembrano incredibilmente grosse, ma la bilancia arancione ikea risponde -5 anche oggi.

Sono le 2:30 e di ritorno, stanco, da una serata piacevole, non riesco a prendere sonno. I pensieri si accavallano come un nervo scoordinato che mi paralizza, ma oggi non fanno male. Evidentemente hanno sbloccato qualcosa, se in questo momento riesco a lanciare un razzo nel silenzio buio di queste ultime settimane.
Per quale motivo e rivolto a chi non saprei, visto che nessuno deve salvarmi da nulla. Forse solo io posso, da me stesso.

Mi tuffo cinque volte viola nel mare trasparente: oggi per l’ultima volta, da domani poi basta, ok? Buffo come anche questo gesto mi faccia ricordare. Ma devo dire ormai tutte le strade di questa città. O gli angoli di questa casa.

Recupero il log degli eventi e lo aggiorno come un curriculum di un estraneo, prendendo nota soprattutto delle assenze e di quel che ho da completare. Adesso che il conto alla rovescia è terminato ho la calma di chi può (e deve) aspettare, e la fretta di chi non ha una scadenza.

Tutto sommato è una piacevole sensazione.

Non fa ancora tanto caldo ma vorrei aprire la finestra stanotte: fuori c’è quel profumo di terra bagnata che mi piace e inspiegabilmente mi rassicura. Mi riporta alle cose vere, pulite, concrete e colorate.

Ma ora mi fermo qua. Il razzo forse oggi l’ho soltanto scorto in lontananza, dimentico di averlo lanciato io stesso già da un po’. Rileggo queste parole sconnesse e mi viene un po’ da ridere.

Mi tuffo nella special playlist del mio iPod per le prossime 8 ore e mezzo. Mi sveglierò in un altro orario, un altro clima, questi pensieri saranno evaporati e nemmeno io li capirò più. Ma non ce ne sarà bisogno, dovrò soltanto attendere la prossima bizzarra coincidenza.
scritto da Bakis alle 02:48 | plink | commenti (5) | commenti (5) (p-up)
in: insonnia, autoscatto




mercoledì, 24 settembre 2008

[ Ok Rob, abbiamo scherzato... dov'è la videocamera? ]

Leone (23 luglio - 22 agosto)

Quello che stai per lasciarti alle spalle è utile ma noioso, rassicurante ma superato, confortante ma modesto. Quello a cui stai andando incontro, invece, ti darà energia anche se ti scombussolerà un po', sarà avveniristico ma piacevolmente disorientante, sarà interessante ma metterà alla prova la tua flessibilità. La transizione potrebbe avvenire prima di quando pensi. Congratulazioni (in anticipo) per la tua capacità di affrontare i cambiamenti!

da Internazionale.it
scritto da Bakis alle 15:05 | plink | commenti (7) | commenti (7) (p-up)
in: insonnia, karma, sfide, segnali




martedì, 05 agosto 2008

[ Una Notte Di Quelle ]

Capisci che è una notte di quelle quando sono le due passate e non ti decidi a staccarti dalla tastiera e continui a mixare e rimixare lo stesso pezzo all'infinito, aggiungendo microdettagli e impercettibili distorsioni che nessuno, nell'universo, noterà mai.

Capisci che è una notte di quelle perché continui ad ascoltarlo. Ed è così dolce e consolatorio. Forse non troppo orginale ma è tuo. E' come una millefoglie infinita in cui affondare i dentini e perdersi. Ogni strato ha una sua storia, una sua ricerca. E l'insieme è come se avesse assorbito tutto il turbine di pensieri e mugugni di questo periodo.

Capisci che è una notte di quelle perché metti su il caffè solo perché hai voglia di sentirne il profumo.

Adesso però stacco tutto.
Lascio il cellulare sepolto sotto una tomba di cuscini e mi porto appresso questa musica, sperando di affondare velocemente tra le millefoglie del letto.

/ che nessuno nell'universo noterà mai.
scritto da Bakis alle 02:22 | plink | commenti (11) | commenti (11) (p-up)
in: insonnia, ombelicale




martedì, 03 giugno 2008

[ Do a Mission ]

Torno tardi.
Tardi considerando il fatto che devo alzarmi alle 6 per prendere l’aereo. Ho mangiato troppo a cena e non riesco a dormire.

Decido di leggere e recupero la mia vecchia lampada barattolo. Funziona ancora, è solo un po’ sporca. La strofino.

E penso.

Che se dovesse apparire il genio dei tre desideri mi metterebbe in imbarazzo.
Se dovesse apparire e mi chiedesse quali sono le tre cose che ora desidero di più in assoluto e che mi renderebbero felice, sarei in difficoltà. Mi toccherebbe sprecare uno dei tre desideri per dirgli di ripassare e farmi pensare con calma.
scritto da Bakis alle 02:40 | plink | commenti (11) | commenti (11) (p-up)
in: insonnia, ombelicale, autoscatto, cattivi propositi




martedì, 27 marzo 2007

[ It takes courage to enjoy it ]

I don't know my future after this week-end - and I don't want to.

(In bocca al lupo, frasi filosofiche di incoraggiamento e pasticche di imodium gradite)




scritto da Bakis alle 10:45 | plink | commenti (18) | commenti (18) (p-up)
in: insonnia, ombelicale, cattivi propositi, da firenze




giovedì, 01 settembre 2005

[ Il post della buonanotte ]

Ed eccoci a settembre, già da tre ore e mezzo.
Si perchè son qua ma dovrei essere da qualche altra parte. O meglio: in qualche altro stato mentale (possibilmente uno stato addormentato).

Oggi ho imparato che le persone che rincorri prima o poi le acchiappi. Solo che poi non sai mai se quelle che acchiappi sono le stesse che avevi iniziato a inseguire. O forse hai dimenticato chi inseguivi o nel frattempo sei cambiato tu e quindi non vale.
Boh, il punto è che è un casino, come sempre.
(Suppongo si possa applicare questa regoletta anche alle cose. Cerchi di fare una cosa per tanto tempo, poi ci riesci ma.. il resto interpolatelo da voi).

Ho imparato anche che quando fai il caffè, di base sarebbe figo anche mettere l'acqua nella caffettiera.

Rumori dal pubblico dicono che questo blog è sempre più scazzato. Ora, che io sia abbastanza schizofrenico si sapeva ma non sono ancora riuscito a essere due cose diverse contemporaneamente, quindi scazzato fuori e non-scazzato sul blog proprio non ci riesco.

Rimanendo in tema di cose nonfatte e di stress da nonubiquità prevedo un mucchio di cose nonfatte per questo week-end - wuh mi sento già meglio.

A cena invece si parlava di timing, di sincronismo o sincronicità che dir si voglia. C'è chi ha il timing perennemente sballato (io) e chi invece talmente perfetto che ti viene da pensare che sia una finta. Quelle persone che tic quando sono in quello stato particolare tac sbuca fuori la persona giusta. Che quando tic sono in cerca di nuovi orizzonti tac ecco le occasioni.
Com'è che il mio orologio fa solo tic?

Tic vorrei partire.
Tic vorrei cambiare aria.
Tic che noia!

Datemi un dannato tac!
scritto da Bakis alle 03:32 | plink | commenti (2) | commenti (2) (p-up)
in: cazzeggio, insonnia, ombelicale, fav




venerdì, 23 luglio 2004

[ Deliberazione a maggioranza singola ]

Certe decisioni sono difficili da prendere.
Si formano con una lentezza angosciante, crescono da sole, indipendentemente dalla nostra volontà.
Ma il più delle volte facciamo finta di non vederle, per lungo tempo, finchè come un frutto maturo non si staccano da noi.
E poi, e poi non è più possibile ignorarle.

E' giunto il momento di prendere le mie valigie e disfarle.
Cerco di non sgualcire troppo la roba, di metterla da parte con cura.
Tengo la valigia in vista.
Tranquillo: è solo questione di tempo, spero.
Questo frutto è ancora troppo acerbo.

Eccola, compare alla porta prima del previsto.

[ Bakis ] Sei arrivata mia nemesi.

Iniziamo a chiacchierare sotto voce mentre sposto i vestiti dalla valigia all'armadio a muro dalle ante di porta.


[ Rei ] E così hai deciso.
[ Bakis ] Non proprio. E' che non voglio morire.
[ Rei ] Morire? Cosa c'entra?
[ Bakis ] Sì. Partire è un po' morire. Ora capisco cosa significa.

Mi metto a ridere cogliendo d'un tratto il ridicolo della scena.

[ Rei ] E' un'illusione, quella di essere ciò che ti circonda. Tu non sei il tuo lavoro, non sei la musica che ascolti o i libri che leggi.
[ Bakis ] Forse. Ma a maggior ragione, non mi sento di cancellare tutto e riniziare da capo. Riniziare cosa? Fare cosa? Perché? In fondo questa è la mia vita e non voglio lasciarla.
[ Rei ] Cazzo ma non devi morire davvero. Non devi abbandonare tutto per sempre.
[ Bakis ] Che differenza fa?
[ Rei ] La differenza è che solo spogliandoti del tuo io accessorio, puoi trovare veramente te stesso.
[ Bakis ] Tu dici?
[ Rei ] Sì. Gli uccelli volano nello stesso identico modo ovunque.
[ Bakis ] Appunto'perché devo trovare un altro cielo? Perché, a che mi serve?
[ Rei ] Fendono l'aria con la stessa naturalezza inconsapevole con cui noi riusciamo a complicarci la vita.
[ Bakis ] Stai citando a memoria. Stai citando me. Non essere sciocca, parlami.
[ Rei ] Piccoli esseri catapultati in questo universo, vivono senza contare i giorni.
[ Bakis ] Io conto i giorni. Io ho una coscienza. Io sono i libri che leggo, sono le persone che incontro. Io sono i miei problemi.
[ Rei ] Si avvicinano al sole e un bel giorno muoiono senza rimpianti.

Già, senza rimpianti.

[ Rei ] E quindi?
[ Bakis ] E quindi niente. In fondo è tutta una cosa che mi sono costruito da solo. Un giorno in più o in meno, un mese in più, un anno in meno, non fa differenza. Ho capito che superate alcune cose, sarò totalmente libero. Mi spaventa, ma sto lavorando per questo.
Il mito dell'occasione è una sciocchezza. Il tempo è relativo. Mi sento leggero, sai?
[ Rei ] Bene. Hai smesso di rinunciare a essere felice a condizione di realizzare questa decisione. Ma questo è solo l'inizio. Tomorrow is just an excuse, ricordi?
[ Bakis ] Certo, te l'ho insegnata io.E comunque...ci sto già ripensando.
[ Rei ] Ma vaffa..


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scritto da Bakis alle 11:09 | plink | commenti | commenti (p-up)
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mercoledì, 30 giugno 2004

[ La trasparenza ]

E' da tre giorni che ascolto di continuo sempre e solo la stessa canzone.
Fa da background a una delle scene più belle che abbia mai visto in un film: The end of Evangelion. E chi lo conosce sa che non è una bella cosa. La sensazione di fine del mondo imminente, di annichilimento totale.
And we all return to nothing.

Ieri notte è tornata a farmi vivista Miss Insonnia. Il caldo, la noia, i pensieri molesti. Un capitolo di Semiotica generale, tre di Partiti Leader e Tematiche, due de �la Prosivendola� (sarà la quarta volta che lo leggo. Ok, devo andare a sciacallare alla città di K, ahimè). Due cd in cuffia. 4 pagine di un nuovo racconto. Una telefonata da un�ora e mezzo in piena notte con una compagna di alienazione. Improbabili previsioni su una sfera di cristallo trasparente.
La trasparenza! Ah. Questo mito della trasparenza. Un tempo desideravo essere trasparente. Farmi attraversare dalle cose, leggero e impenetrabile alla sofferenza. Si, ne ero anche convinto. Invece ero (e sono?) solo una gelatina. Si una gelatina di personalità, cose, impressioni e persone: si appiccica a qualsiasi cosa e su qualsiasi cosa lascio un pezzo di me, ovunque.
Impossibile da modellare, impossibile da cancellare.
E allora sogno, sogno a occhi aperti.

Una ballerina araba che danza sulla mia tomba, una finta chirurga in tailleur giallo con la voce da ragazzino, un aereo per dublino che non riesce ad atterrare, due pazzi che mi strappano via il fegato, il mio lato oscuro che strappa a morsi il piercing, il mio ufficio che crolla sotto una bomba, io che entro dentro uno specchio, lei che beve un te nero avvelenato.

Io che divento chiunque, e tutti entrano dentro di me.
La differenza la decido io. In realtà non c�è nessuno schermo fra me e gli altri.
E se sono una cosa sola con me,
nessuno potrà ferirmi.


{Bakis} Io non sono qui. Sono trasparente.
{Ayanami} Quello che dici non ha senso. Vuoi solo fuggire. Cerchi di fuggire della realta'.
{Bakis} E anche se fosse�? Non potrei farlo?
{Ayanami} Vuoi usare la musica per coprire la verita'?
{Bakis} Perché� non posso vivere, non posso sognare da solo?
{Ayanami} Quello non sarebbe un sogno. Sarebbe una proiezione, una fuga della realta'.
{Bakis} Ma allora... Dov'e' il mio sogno?
{Ayanami} Il tuo sogno e' un estensione della realta'.
{Bakis} La mia... Dov'e' la mia realta'?
{Ayanami} Alla fine del sogno.
{Bakis} Ayanami... Dove siamo?
{Ayanami} Questo e' il mare della trasparenza.
{Ayanami} Questo e' il mare dell'origine della vita.
{Ayanami} Questo e' il mondo senza distinzioni e senza nessuna forma.
{Ayanami} Non c�è separazione, non c�è differenza fra le persone.
{Ayanami} Un mondo ambiguo...
{Ayanami} Tutto e' te stesso. E tutto non e' te stesso.
{Ayanami} Un mondo morto.
{Bakis} Io�Sono morto?
{Ayanami} No. Tutto e' semplicemente unito in un unica cosa.
{Ayanami} Questo e' il mondo che hai sempre desiderato. E' questo, Bakis.
{Bakis} Ma... Non�No, non credo che sia questo...
{Ayanami} Se vuoi che le altre persone esistano di nuovo, il tuo cuore può separare gli altri un�altra volta.
{Ayanami} Ma così, tornerai ad essere spaventato e ferito dagli altri.

{Bakis} A quanto pare�anche se fuggo, non riesco a trovare un posto migliore.



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scritto da Bakis alle 01:59 | plink | commenti | commenti (p-up)
in: insonnia, autoscatto




giovedì, 26 giugno 2003

[ Sopravvissuto ]

Non so bene da dove iniziare e cosa raccontare.
Quella di ieri è stata l'ultima giornata di una settimana di quelle che non sembrano finire mai. Come se un insieme di cose, in punti diversi della tua vita, messe in pausa chissà quando, accantonate per un attimo....si fossero decise a entrare in azione tutte insieme contemporaneamente.
Ieri notte al limite massimo di sopportazione cercavo di fuggire con la mente, e pensavo a quando avrei potuto sedermi con calma di fronte al mio pc, o semplicemente leggere due pagine di un nuovo libro o dormire.
Ma - è facile dirlo, ora che è finita - penso che tutto questo abbia avuto il suo senso.
Ho preso un lavoro con S. all'inizio solo per darle una mano ma poi..abbiamo optato per farlo e finirlo insieme.
Niente di più facile: spazi pubblicitari. L'unico neo è che il committente, che è in realtà un agente che ha recuperato gli spazi, è un pazzo furioso, schiavista e non ne capisce un cazzo di grafica. Miscela esplosiva.
Ore e ore davanti al pc per riuscire a completare questi spazi che non sembravano finire mai...il peggio è che per il 90% dei casi il materiale fornito era del tutto incompleto o inadeguato. Per un purista come me, inserire un logo scansionato in uno spazio pubblicitario è a dir poco offensivo... [ <-- ho un po' esagerato, ma è vero ].
Ieri abbiamo portato tutto il lavoro di mattina prestissimo in tipografia ma il tizio è arrivato in ritardissimo...spostato tutto alle 19:30. Arriva ancora in ritardo --> alle 21. Apriamo i nostri lavori e inizia una devastazione che avrà fine solo alle 3:30, quando masterizzeremo il cd con i nostri lavori che rimarranno rigorosamente ANONIMI.
Alcune citazioni d'obbligo: cos'è questo colore da morto? - metti un bel giallo canarino nello sfondo - ingrandisci quel logo - la scritta a tutta pagina! - mi dicono tutti che sono portato per la grafica, non è per voi ma ho un certo occhio dai retta a me che così è bellissimo.
Sconvolti dal sonno, dalla rabbia e dalla umiliazione a fine nottata ci siamo chiesti cosa ci abbia insegnato questa esperienza...al momento non ci sono state risposte.
Ma indubbiamente lavorare dalle 9 a notte fonda, per una settimana, a contatto con S. mi è servito, sia perchè in ballo abbiamo altri progetti sia perchè ho sempre lavorato solo e secondo i miei gusti ed è stato utile confrontarmi non solo con S. ma anche con quel cazzone..
D'un tratto le persone con cui lavoro e di cui spesso mi sono lamentato mi sembrano tutte così belle e positive! Probabilmente è davvero così.


...continua.
scritto da Bakis alle 20:19 | plink | commenti | commenti (p-up)
in: cazzeggio, insonnia

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