Innamorato di me stesso / ma non corrispondo




venerdì, 22 gennaio 2010

[ Fare il creativo ]

Fare il creativo è un po' come fare il master.
Devi punire il cliente, trattarlo da merda senza gusto mentre gli concedi infastidito il tuo prezioso tempo, rubato a processi creativi complicatissimi e party mondani a base di sushi, inglesismi e epifanie cromatiche.


Bakis > Mmmmmmh. Sento... che sta... arrivando.... l'ispirazione!

Cliente > Presto... preparo l'assegno!

Bakis > È andata. Mi avete distratto. Ne riparliamo il mese prossimo. Ora svanirò nell'oscurità, mandatemi mail ogni 16 minuti chiedendomi aggiornamenti che non manderò. Se scompaio potrete usare questo scontrino su cui ho disegnato una bozza di estremo valore. Adieu.

Cliente > Oooh ♥


Diversamente, non sei credibile
scritto da Bakis alle 12:15 | plink | commenti (4) | commenti (4) (p-up)
in: lavoro, cazzeggio, cattivi propositi




martedì, 30 settembre 2008

[ Perle di saggezza ]

Alcune delle cose che ho imparato in due anni di vita aziendale. Chi vuole, può integrare :)

  • più sì è, meno si fa: tante persone in una stanza servono solo a darsi l'illusione di fare qualcosa di importante;
  • non sottovalutare mai il potere del forward;
  • un buon modo per spiazzare il nemico è essere gentile e disponibile ma verrà considerato un segno di debolezza: se vuoi darti un tono incazzati a voce alta mentre leggi le mail o nei corridoi: tutti penseranno che lavori un casino!
  • tu credi non si sappia, ma loro lo sanno da prima di te;
  • non è una mossa intelligente usare il tuo nickname abituale per lo skype aziendale;
  • se non sai chi si deve occupare di una cosa, probabilmente devi farlo tu: nessuno vuole fare cose non previste dal proprio ruolo, ma se provi a fare una cosa di competenza d'altri sei morto;
  • ignora sempre le mail con più di 4 persone in CC, se ne occuperà qualcun altro;
  • come prima risposta dì sempre "NO", poi si vedrà;
  • inspiegabilmente va avanti chi è più visibile, non chi è più capace (capita che le due cose possano coincidere): chi è in alto tenderà a rimanere in alto a prescindere dai risultati e viceversa;
  • le macchinette del caffè non distribuiscono alcoholici solo perché l'allegria è considerata un segno di scarsa professionalità;
  • se lo dice un dirigente è l'idea del secolo, se lo dici tu è una stronzata. Molto più probabilmente la sua è una stronzata e la tua pure. I geni raramente hanno un numero di matricola.

scritto da Bakis alle 18:13 | plink | commenti (13) | commenti (13) (p-up)
in: lavoro, perle a orologeria




lunedì, 22 settembre 2008

[ Andata ]

Ecco, l'ultima settimana a lavoro è finalmente cominciata.

Ancora pare che tutta questa storia non mi riguardi. Che lunedì prossimo sarò di nuovo qua dentro a bofonchiare e a lamentarmi dell'intrinseca negatività del lunedì.

Invece lunedì prossimo sarò sempre qua a Firenze, ma un passo più avanti verso qualcos'altro e definitivamente un passo fuori da questa porta.

Poco fa ho avuto un incontro con il Presidente dell'azienda in cui lavoro. A cinque giorni dal mio via ho pensato fosse il caso di salutarlo come si deve. Un atto dovuto ma mi ha fatto piacere.

Ma non so, ora non posso che confessarmi che in fondo c'era ancora una parte di me che desiderava risolvere. E che l'ultima e unica persona con il potere giusto per farlo, era lui.

So che se avessi veramente voluto fare marcia indietro avrei potuto, se avessi avuto realmente dubbi potevo aspettare. Ma so anche che sono ancora convinto della scelta, solo che c'è sempre un piccolo noi che si oppone al cambiamento.

Quindi niente, ci siamo stretti la mano e sono uscito dalla direzione.
> ora è andata andata.

(Poi fra un mesetto sarà andata andata andata).

here, yet not here qui e già non più qui
scritto da Bakis alle 18:00 | plink | commenti (2) | commenti (2) (p-up)
in: lavoro, autoscatto, dimissioni




martedì, 09 settembre 2008

[ ]

scritto da Bakis alle 16:50 | plink | commenti (8) | commenti (8) (p-up)
in: lavoro, dimissioni, 42




giovedì, 04 settembre 2008

[ Dead Man Walking ]

Ci sono diverse scuole di pensiero sui dimissionari.

Ci sono quelli che li reputano dei vincenti.
Sono sempre i migliori che se ne vanno. Lui sì che ha avuto il coraggio di andarsene da questo postaccio!

Altri li etichettano come perdenti.
Non ha retto lo stress. Si vedeva dall'inizio che non era un posto per lui.

Per altre persone ancora i dimissionari sono come dei morti viventi, anzi no: dei malati terminali.
Hai saputo la notizia...? Oh no...Bakis? Mi spiace tanto, poverino...

Io sono di un tipo diverso, ma non ho ancora capito quale.
Quando dico che me ne vado perché sono annoiato e che, però, non so ancora dove andrò, mi guardano in maniera assente. In che senso? Dai, a me puoi dirlo, dove vai?

Sarà, ma a me non sembra assolutamente rilevante.

Nel frattempo ho elaborato alcune ipotesi su ciò che potrei fare da grande... (clicca su Bakis cantante).


scritto da Bakis alle 18:15 | plink | commenti (21) | commenti (21) (p-up)
in: lavoro, cazzeggio, dimissioni




martedì, 02 novembre 2004

[ Da adesso in poi ]

Tappa veloce in ufficio prima di rituffarmi in banca, alla ricerca di documenti improbabili, all'inseguimento del commercialista, in fuga da complicazioni e aspettative troppo alte. O troppo basse, a seconda del punto di vista.
Non ho in mente un piano preciso, ma solo un'impazienza smodata di risolvere tutto subito e definitivamente.

In questa settimana si concentreranno un sacco di cose: una fetta di passato che aspetta di chiudersi da davvero troppo tempo e una porzione di futuro che chiede soltanto di essere sperimentata.

Ho preso la rincorsa, ora devo solo spiccare il salto,
nessuna incertezza!

Un saluto a tutti!

commenti : (15)
scritto da Bakis alle 12:21 | plink | commenti | commenti (p-up)
in: lavoro




lunedì, 25 ottobre 2004

[ L'inverno deve attendere ]

Mi sono svegliato con la sensazione che fosse finalmente tornato il freddo.
In piedi prima che suonasse la sveglia - risparmiamoci questo strazio - ormai stufo di contorcermi insieme al lenzuolo per trovare combinazioni calde e comode allo stesso tempo. O l'uno o l'altro.
Alla finestra guardo i tetti illuminati da un sole già alto, ma rabbrividisco: che sia finalmente arrivato l'inverno?

Ripensando a questi ultimi giorni in effetti è stato un po' come se il tempo ci avesse concesso in extremis gli ultimi brandelli di caldo e sereno, perchè noi potessimo portare a termine la nostra missione. Una dilazione speciale, gratis.
Ma oggi è lunedì, fra una settimana è novembre. No, proprio non possiamo esagerare, è ora di rimetterci tutti in riga.

Mi sono avviato al caffè soddisfatto di come ho messo a frutto le mie personali ultime ore di luce, prima che intervenga anche l'orologio a portarcele via.

Mi accorgo d'un tratto, però, di essemi ingannato. Il cielo è terso, c'è il sole. La dilazione continua...perchè?
Devo forse portare a termine qualcos'altro? Ecco la sensazione di stamattina. Era questo.
Una telefonata me l'ha confermato: prima di poter chiudere definitivamente una parentesi devo ancora sistemare alcune cose. Non deve mai essere tutto troppo facile.
Quindi deduco che farà ancora bel tempo per tutta la settimana almeno.

Ora mi aggiusto, mangio, corro.
Il lunedì da un po' di tempo a questa parte è un giorno di transizione, un po' di lavoro, corse, laboratorio di scrittura, recitazione,
non ho il tempo per annoiarmi o pensare.


PS E' online la seconda parte delle foto del brunch contest. L'indirizzo è sempre lo stesso!

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scritto da Bakis alle 17:32 | plink | commenti | commenti (p-up)
in: lavoro, karma




venerdì, 22 ottobre 2004

[ Riconciliamoci ]

Come spesso succede quando si hanno un sacco di cose da raccontare (raccontare? e da quando? e a chi?) le parole si ingarbugliano e si incasinano. Risultato: non esce niente.
Fare una cronistoria degli ultimi avvenimenti non è nel mio stile: dovrei piuttosto trovare roboanti ed eufemistici giri di parole per coprire di mistero e fascino questo periodo di silenzio. Come se mi fossero successe cose fighissime e ricche di significato per la mia vita.
Ma anche si, diciamolo.

Diciamolo che nonostante tutto sono contento di questo periodo.
Delle persone, dei brunch, delle telefonate che arrivano e che una volta tanto non sono seccature, del lavoro.
Ci si può riconciliare anche con il lavoro già... pur stressati incasinati indebitati e impallati.

Allora oggi decido di rinconciliarmi anche con il blog, non senza sforzo, più che altro per levare dal top della pagina quell'articolo negativo e palloso, ma soprattuto quella foto orribile.

E fra qualche ora inizia un nuovo week-end, una nuova scommessa:
riuscirà a superare gli ultimi tre?


commenti : (12)
scritto da Bakis alle 17:29 | plink | commenti | commenti (p-up)
in: lavoro, social life




venerdì, 30 luglio 2004

[ Cose ]

E quindi forse.
Ma soprattutto: se.

Oggi è venerdì ed è una discreta giornata di merda - questo per chi è in vacanza, per me invece è una giornata fighissima. Cielo coperto, leggera brezza. Basta col caldo afoso e umido che fa tanto nazional-popolare. Si invece ai temporali estivi!

Settimana stramba.

Gente che parte [ il numero di conoscenti - tra cui annovero anche i miei genitori - che girano per la norvegia sta salendo vertiginosamente di ora in ora ] , gente che torna [ Flora che è tornata dall'UK in teoria ma si è già internata al mare, bontà sua ], gente che è sparita nelle pieghe del tempo, gente che sta per partire e organizza feste di arrivedorci.

E io?
Ancora niente ferie. Ma sto cazzeggiando abbastanza tra i mucchietti di lavori residui da finire.
In più ho accettato sotto minaccia un incarico molto importante: babysitteraggio di infante, leggasi mia sorella 14enne, nymphet-to-be da legare o chiudere nel cesso a oltranza. Certo è che non la farò dormire da me come segretamente spera. [ aww.. cosa non si fa per arrotondare lo stipendio ].

Fra le altre cose, sono diventato importante. Finalmente qualcuno ha riconosciuto la mia grandezza!
E' arrivato il primo curriculum in studio da parte di un'aspirante dipendente!!
Cioè voglio dire.
Una povera giuovine dalle belle speranze che evidentemente non ha idea. [ Di chi. Di cosa. ]
La salverò dalla miseria, dalla tristezza, dallo stress e dalla malattia mentale: non assumendola.
Mi dicono che dovrei rispondere alla lettera. Sulle prime ho scritto una risposta di quelle serie
La ringraziamo per averci preso in considerazione ma al momento il nostro personale è al completo.
Ma poi ho optato per una cosa più in linea con la politica aziendale condotta da me medesimo.
Del tipo per tua fortuna il personale (composto da BEN due persone) non necessita di ulteriori pazzoidi al suo interno. Terremo comunque in considerazione il tuo curriculum in caso di scherzi o colpi di sole. Distinti saluti e visita sempre il mio blog bakis.blog.tiscali.it. Sono troppo più simpatico.


Dimenticavo:
per tutti quelli che hanno lasciato un video-messaggio alla festa di arrivedorci di liv: vi tengo tutti in pugno, quella cassetta vale ORO! Bwa-ha-ha-ha-ha



commenti : (11)
scritto da Bakis alle 11:14 | plink | commenti | commenti (p-up)
in: lavoro, cazzeggio




lunedì, 19 luglio 2004

[ Del non aver nulla da dire ]

C'è che fondamentalmente oggi non avrei un cazzo da dire.

Ma se una cosa mi ha insegnato il blog in un anno di vita è che i post sgorgano più facilmente proprio in questi momenti.
Non quando pensi di avere una storia, di avere un mucchio di fatti in mano da descrivere e raccontare; ti ritrovi a cercare un senso a posteriori in quelle parole, e quindi, in quei fatti.
[ a chi interessano? ]

Ma un senso non esiste. Gli avvenimenti, gli incontri, le situazioni, la vita: non hanno una morale.
Siamo noi a inventare un senso alle cose, a dare un significato e un ordine, un nome, agli avvenimenti.
Senza un'intelaiatura - un finto progetto - impazziremmo.
[ sto impazzendo, infatti ]

E oggi,
che di cose da raccontare nonostante tutto ne avrei a bizzeffe,
non avevo voglia di scrivere.

Ma ecco qua, voilà, un post fresco e dal sapore vagamente amaro.
[ lo zucchero portalo tu ]

Sono quasi le due, dovrei mangiare. Ma accendo della musica e continuo questo lavoro.
Babybird: You're gorgeous.
[ am I? ]


[ mi sto solo stracciando le palle dalla noia ]


commenti : (30)
scritto da Bakis alle 11:03 | plink | commenti | commenti (p-up)
in: lavoro, autoscatto




giovedì, 01 luglio 2004

[ Il lavoro può sempre attendere - 3 buone ragioni ]

1 ] Quando c'è da frugare clandestinamente negli archivi dei casting e degli shooting dell'agenzia con cui collaboro e divido l'ufficio.
( No, non si ha un'idea).

2 ] Quando c'è da andare a mangiare il fiordifragola con due splendide ragazze, per poi farsi prendere da shopping compulsivo.


{Bakis} Devo comprare qualcosa. Adesso!
{Collega} Aspetta, vediamo...Che ne dici di questi occhiali da sole?
{Bakis} Mh si. Ma voglio anche quei bellissimi pantaloni da trekking.
{Collega} Ma tu non fai trekking.
{Bakis} Vojo i pantaloni vojo i pantaloni!



( nota mentale: non entrare più in un centro commerciale armato di portafogli ).

Ma soprattutto,
3 ] caldo.

commenti : (23)
scritto da Bakis alle 10:31 | plink | commenti | commenti (p-up)
in: lavoro




giovedì, 27 maggio 2004

[ Questa notte ho decoupato un pezzo di città ]

Cerco di racimolare le ultime idee per finire due articoli da consegnare fra qualche ora: leggo, interpreto, copio e incollo, immagino e permuto.
Non c'è maestro che possa insegnarci alcunchè, egli potrà solo aiutarci a ricordare le cose che abbiamo sempre saputo; è tutto qua dentro lo so.

Avere due lavori ha un che di schizofrenico: diverse aree del cervello attraversate da scariche neurali che non si incrociano mai.
Le richieste si susseguono incessanti una dietro l'altra a un ritmo folle, pazzo, contraddittorio e a volte quasi ridicolo. In qualsiasi altra occasione avrei mandato tutto a quel paese, ma ora no, non posso.

Ora sopporto, ora resisto.

E tutto sommato mi piace essere essenziale e insostituibile.


commenti : (9)
scritto da Bakis alle 14:57 | plink | commenti | commenti (p-up)
in: lavoro, autoscatto




martedì, 27 aprile 2004

[ Anche dai sogni nella notte, trarrai nutrimento ]

Scrivo nel bel mezzo di una giornata terribile. Sembra che tutte le cose potenzialmente negative di questo periodo, abbiano deciso di realizzare il proprio destino negativo, di trasformarsi aristotelicamente in atto, proprio oggi.
Tutte insieme.
Una dopo l'altra.
Un tour guidato di sfighe nella mia vita. Ma...?

Scrivo a scopo scientifico ( tranquilli non vogli piallarvi le balle propinandovi trattazioni dettagliate sulle affilatissime spade di damocle che mi affetteranno presto il collo ):
documento semplicemente me stesso in un mare melmoso di avversità.
Come una fotografia nel momento peggiore.
L'istante prima di tamponare - quando sai che stai per tamponare e no, frenare ormai non serve a nulla. L'istante prima di vomitare - quando le manine sono ormai un'inutile diga. L'istante prima di avvicinarti alla cattedra, chiamato all'interrogazione e sai di non aver studiato e non sapere una cippa.

Terrò questo post come monito. Come esempio futuro di schiacciante vittoria.

Ma, intanto, lasciatemi inveire.
Ce la farò - non so quando (né come) ma ce la farò!!




commenti : (13)
scritto da Bakis alle 12:38 | plink | commenti | commenti (p-up)
in: lavoro




giovedì, 15 gennaio 2004

[ Ai confini della realtà: Viaggio nella magica sede di Tiscali ]

La sede di Tiscali a Sa Illetta si impone subito allo sguardo, nella sua imponente e solitaria bellezza, lungo la strada per Pula. (E di notte l'effetto scenico è davvero notevole).

Ci accoglie alla trachitica e basaltica entrata Liv, il nostro infiltrato, la nostra talpa. Login all'ingresso, consegna del documento, rilascio del pass.

La Bakis Corporation, rappresentata da due improbabili ed enigmatici manager, entra nel sistema per studiarlo e assorbirne i misteri.

Andiamo subito in sala mensa: il pranzo tarda ma discutiamo sulle prime impressioni circa l'ambiente umano.
La vita aziendale dilbertiana. Positive: clima giovane, implicazioni sociali, belle ragazze. Negative: massificazione, rigidità dei ruoli.
Medea incontra alcuni amici ( è impossibile non farlo a Tiscali, c'è mezza Cagliari...) e dopo aver consumato il pasto, abbandoniamo la sala fra le cameriere impazzite e braccate: ci dirigiamo al bar.
Liv ha una battuta per tutti e a giudicare da come reagiscono simpaticamente, deduco che il suo umorismo goliardico dev'essere noto nell'ambiente. Nel piccolo cortile dei limoni incontro R., stilosa e dolce come la prima (e unica) volta che l'ho incontrata, la quale si innamora perdutamente della borsa di Medea.
E ora via, come puntatori impazziti, navighiamo fra i portali dei vari settori e andiamo a disturbare i lavoratori. Il lungo corridoio esterno si articola fra le diverse aree, tramite collegamenti laterali ad accesso criptato.

In primis optiamo ovviamente per il settore di Liv, con i suoi vicini di posto: Belfagor la schiena umana e un altro collega in coma, reduce da interventi notturni.
La scrivania di Liv è stranamente ordinata, nel suo desktop uno sfondo di ninfetta e sulla barra della applicazioni una finestra aperta oh, del mio blog! (Liv ovviamente, ne sa).
Scoviamo poi un'altra angelica figura, R(2), che non si fa pregare per una piccola pausa caffè e ci accompagna per un tratto nel nostro peregrinare.
Saliamo da N., in tenuta da lavoro e occupatissima, che pure ci concede qualche minuto per salutarci. Da quel piano si gode di una meravigliosa vista sulla palude. Mi chiedo se analogamente esista un piano sottoterra per i dipendenti gerarchicamente meno rilevanti.
Ultima inevitabile tappa: gli adddetti al blog del settore media!!! Un saluto ad A., giustamente occupata.
Insomma che dire, la grande T - un enorme organismo pulsante, foggiato da divine mani d'artista, multiforme e multisignificato, simbolico, giovane e arcaico, prioettato lontano - non è certo venuta meno alle aspettative della giovane e rampante Bakis Corporation.

Un colpo di macchina e rieccoci nel nostro mini open-space, sicuramente meno stylish and cool, hi tech e lussuoso. Dalle finestre non si vede la laguna ma la bellissima chiesa di Sant'Efisio, l'entrata non è trachitico-basaltica e non è stata progettata da una firma importante, ma ci collega direttamente alle viuzze lastricate di Stampace. Il soffitto non è una asettica lamiera trapuntata di neon ma un caldo soppalco in legno, intervallato da archi in pietra. I "grandi capi" non sono in bunker inarrivabili circondati da poltrone in pelle umana, ma sono a qualche metro da noi, nell'altra sala.
Sguinzaglio la razionalità in mio soccorso, placo il desiderio e la fascinazione con dosi supplementari di lavoro e di buoni propositi.
Ma non posso fare a meno ci collocare questa sorta di epifania in un contesto causale più ampio: un ulteriore suggerimento, un richiamo ad altre sponde, ad altri lidi.


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scritto da Bakis alle 17:14 | plink | commenti | commenti (p-up)
in: lavoro, tiscali, sa illetta

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