Il medico ha parlato chiaro, la diagnosi è di quelle che non lasciano scampo:
epistassi.
Non propriamente una sindrome da macho, quale sono. Perché proprio a me dunque? Tra l’altro, ho pure finito i tampax di mia madre.
Comunque, l’omino dell’adsl se n’è appena andato. L’ho salutato con la cordicella penzoloni dalla narice. Porta via con se anche la scimmia che ho allevato in questi giorni causa astinenza forzata dalla rete (tornato a casa per le ferie trovo la splendida sorpresa nasalizia: niente segnale adsl) .
Devo dire che quantomeno ho avuto modo di scollegare sul serio anche il cervello – ora posso staccare il blackmerdy legato alla caviglia. Niente mail
!, niente lavoro, niente “vediamo chi c’è online”.
Dunque eccomi qua, finalmente a casa, attorniato da dolci, amici, parentame e ancora diversi giorni di ferie. Attorniato soprattutto da un oggetto enigmatico e fondamentalmente malvagio.
Un leggio in legno. A stento ero al corrente che
esistessero dei leggii in legno, e quelli che vedevo in giro pensavo fossero degli ornamenti buffi e inutili come, che so, le pentole a pressione o i giubbotti arancioni da tenere in macchina.
E’ mistero su cosa girasse per la mente dei miei nel momento in cui hanno pensato di comprarmi
un leggio in legno per natale. Per alcuni il vuoto pneumatico, per altri il nulla spinto. Mantengo le mie solite posizioni agnostiche e non mi schiero.
Un leggio in legno.
Ok. Non potevo certo aspettarmi un iPod, o la tavoletta grafica che volevo, però che diavolo.
Ho dovuto inaugurare muscoli facciali mai usati per generare l’espressione di orrore che ho prodotto subito dopo lo scartamento.
(L’altra parte dei regali è più sul genere “sei single dunque merda” – es. libro “single è bello” e cioccolatini "cupido" di buon auspicio).
Anyway, ora mi preparo per il
capodanno in yacht tanto strombazzato, mentre continuo a mandare e ricevere sms simil-bellici evidentemente ormai significativi per la mia generazione di quasi trentenni in quasi carriera
> Sopravvissuto ai parenti?