Innamorato di me stesso / ma non corrispondo




lunedì, 22 dicembre 2008

[ Il malvagio dono di Natale 2008 ]

In seguito alle traumatiche esperienze natalizie degli ultimi anni, decido di passare al contrattacco e andare in avanscoperta per scovare i doni 2008 in casa degli Augusti Genitori.

Con il mio solito travestimento da ninja (la cui spesa è ormai ammortizzata dal momento che lo uso anche per scopi erotici – NdB) mi intrufolo a casa dei miei e radente i muri miro dritto all’obiettivo 1 – stanza da letto - facendomi distrarre soltanto dal contenuto del forno, alcune caramelle e un paio di telefonate a scrocco dal loro fisso a canone bloccato.

Procedendo a scatti fulminei* e capriole mortali* a velocità difficilmente percepibili a occhio nudo mi intrufolo nell’antro delle parenze.

Bakis >
Wuh, se solo queste pareti potessero parlare…
Pareti > Scappa!
Bakis > Chi ha parlato?
Pareti >


Dicevo, mi intrufolo nell’antro delle parenze e inizio a frugare, ma quel che trovo – a parte un fantoccio estremamente somigliante a mia sorellina che cerca di liberarsi da una trappola – è solo un messaggio di scherno:

Stupido Bakis, non lo scoprirai prima del 24 notte! PS libera tua sorella!

E ora son qui nei miei oscuri alloggi a immaginare l’arcano oggetto di male che mi verrà dato in dono quest’anno, alla luce dell’albero di Natale.
Un altro sottile meta-messaggio per invogliarmi, secondo le loro perverse logiche, a prendere moglie e procreare? Che so, uno stock di profilattici bucati, un biberon d’argento o l’iscrizione per un anno a Meetic Premium?
O forse qualcosa per segnalarmi la loro taciuta disapprovazione per le mie dimissioni e il fatto che inauguri il 2009 da disoccupato? Qualche libro sul genere “Come trovare un lavoro in 4 minuti” o “Essere fagocitati da uno stile di vita anonimo è bene” o l’iscrizione per un anno a Monster Premium? (ok la smetto di proiettare i miei skill 2.0 sugli Augusti).

Ma più probabilmente è qualcosa che va beyond la mia immaginazione e di cui ancora ignoro l’esistenza.
Un gadget di indubbia e totemica inutilità, bruttezza e costosità.
Sperare che i miei sottili segnali, invero involontari, siano stati colti è una pia illusione: sono certo che la wishlisht che ho distrattamente fatto cadere in salotto o i ripetuti sms casuali inviati a mio padre con scritto “macBook nuovo” o “bilocale in Marina” non hanno oltrepassato le maglie selettive della loro perversa immaginazione.

E ora mi esercito davanti allo specchio a riprodurre un’espressione di gioia finta, traendo ispirazione dalla nota performance di Meg Ryan in “Harry ti presento Sally”.
Se sono fortunato, non coglieranno la citazione.


*Nota dell'autore: alcune espressioni potrebbero essere non totalmente conformi alla realtà

scritto da Bakis alle 19:20 | plink | commenti (7) | commenti (7) (p-up)
in: cazzeggio, leggio in legno




martedì, 26 febbraio 2008

[ Madre bis ]

Madre è tornata alla magione.
Dopo cena frugale e ragguagli sulle novità lavorative, estrae dalla valigia esso. Pensavo di averlo abbandonato alla dimenticanza a Cagliari, senza farmi scoprire. Invece mi ha seguito come un cane abbandonato sull'autostrada.
Leggio in legno è ora qua, precisamente sotto il soppalco. Avverto la sua malvagia nonché inutile presenza. Madre ci ha già deposto la tavoletta grafica sopra ("vedi? così la puoi usare a mo' di tavolozza" "sì certo, oppure no").

Ma il dilemma fatidico è questo: il cesso avrà finito di deglutire il budino che vi ho buttato ieri notte? Mai buttare un budino parcheggiato in frigo da party post-befanesco, sul cesso.
Ora lo so.

Anche perché no, avviare schermaglie con lo scovolino con la speranza di ucciderlo si è rivelato vano. Non mi rimane che sperare nella regolarità intestinale delle mie ospiti almeno per stanotte.

Ma domani potrò finalmente portare la torta di saba in ufficio, capitata per caso e con tempismo per celebrare un momento di passaggio.
Vedremo, avrò modo di capire, valutare, lamentarmi ancora, ancora guardare avanti e indietro e interrogarmi sul da farsi.

Per ora annuso il profumo dellle sebadas, pregusto la saba e incasso un po' dei sorrisi ricevuti stasera.
scritto da Bakis alle 00:42 | plink | commenti (9) | commenti (9) (p-up)
in: autoscatto, leggio in legno




giovedì, 27 dicembre 2007

[ Il mio naso ha le sue cose ]

Il medico ha parlato chiaro, la diagnosi è di quelle che non lasciano scampo: epistassi.
Non propriamente una sindrome da macho, quale sono. Perché proprio a me dunque? Tra l’altro, ho pure finito i tampax di mia madre.

Comunque, l’omino dell’adsl se n’è appena andato. L’ho salutato con la cordicella penzoloni dalla narice. Porta via con se anche la scimmia che ho allevato in questi giorni causa astinenza forzata dalla rete (tornato a casa per le ferie trovo la splendida sorpresa nasalizia: niente segnale adsl) .
Devo dire che quantomeno ho avuto modo di scollegare sul serio anche il cervello – ora posso staccare il blackmerdy legato alla caviglia. Niente mail !, niente lavoro, niente “vediamo chi c’è online”.

Dunque eccomi qua, finalmente a casa, attorniato da dolci, amici, parentame e ancora diversi giorni di ferie. Attorniato soprattutto da un oggetto enigmatico e fondamentalmente malvagio.
Un leggio in legno. A stento ero al corrente che esistessero dei leggii in legno, e quelli che  vedevo in giro pensavo fossero degli ornamenti buffi e inutili come, che so, le pentole a pressione o i giubbotti arancioni da tenere in macchina.
E’ mistero su cosa girasse per la mente dei miei nel momento in cui hanno pensato di comprarmi un leggio in legno per natale. Per alcuni il vuoto pneumatico, per altri il nulla spinto. Mantengo le mie solite posizioni agnostiche e non mi schiero.
Un leggio in legno.
Ok. Non potevo certo aspettarmi un iPod, o la tavoletta grafica che volevo, però che diavolo.
Ho dovuto inaugurare muscoli facciali mai usati per generare l’espressione di orrore che ho prodotto subito dopo lo scartamento.
(L’altra parte dei regali è più sul genere “sei single dunque merda” – es. libro “single è bello” e cioccolatini "cupido" di buon auspicio).

Anyway, ora mi preparo per il capodanno in yacht tanto strombazzato, mentre continuo a mandare e ricevere sms simil-bellici evidentemente ormai significativi per la mia generazione di quasi trentenni in quasi carriera
> Sopravvissuto ai parenti?
scritto da Bakis alle 14:27 | plink | commenti (7) | commenti (7) (p-up)
in: autoscatto, cattivi propositi, leggio in legno

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