Innamorato di me stesso / ma non corrispondo




lunedì, 30 gennaio 2006

[ Bellas Mariposas a teatro: come stravolgere un testo senza darlo troppo a vedere ]

Da venerdì 27 a Domenica 29 Febbraio, la Fabbrica Illuminata ha presentato al piccolo auditorium di Cagliari la riduzione teatrale di uno dei testi che preferisco di Sergio Atzeni: Bellas Mariposas.

L'esito, a parer mio, è incerto.

Non sono un critico teatrale, ragion per cui procederò nelle osservazioni in ordine sparso, senza pretesa di competenza: sarò ben lieto di ritrattarle se dovesse capitare qualcuno più competente di me in materia, che ovviamente abbia visto lo spettacolo.

Trattandosi di un monologo, non posso non iniziare dall'attrice,
scritto da Bakis alle 03:18 | plink | commenti (7) | commenti (7) (p-up)
in: libri, teatro




venerdì, 09 dicembre 2005

[ Ma Sartre era solo un segaiolo ]

Poi parlarono di Lindbergh.
Lindbergh piaceva loro molto. Io dissi:
- A me piacciono gli eroi neri.
- I negri? – domando Massè.
- No, neri come si dice magia nera. Lindbergh è un eroe bianco. Non mi interessa.
- Prova tu se è facile attraversare l’Atlantico, - disse Bouxin con acredine.
Esposi la mia concezione dell’eroe nero.
- Un anarchico, - riassunse Lemercier.
- No, - dissi io con calma, - gli anarchici a loro modo vogliono bene agli uomini.
- Allora un pazzo.
Ma Massè, che è colto, intervenne a questo punto:
- Lo conosco, il tipo, - mi disse – si chiama Erostrato. Voleva divenir celebre e non ha saputo trovar niente di meglio che bruciare il tempio di Efeso, una delle sette meraviglie del mondo.
- E come si chiamava l’architetto?
- Non me lo ricordo più, - confessò – credo persino che non se ne conosca il nome.
- Davvero? E vi ricordate del nome di Erostrato? Vedete che non aveva del tutto sbagliato il suo calcolo.

Il muro - Jean Paul Sartre, 1957



scritto da Bakis alle 01:15 | plink | commenti (21) | commenti (21) (p-up)
in: musica, libri, rancore




venerdì, 16 settembre 2005

[ Brevi prima del week-end ]

Non è che ci sia molto da dire di questi giorni, a parte il lavoro.
Dovendo consegnare molte cose inizio settimana prossima immagino che per me non faccia molta differenza se il week-end inizia ufficialmente fra qualche ora .
Anyway.

Qualche breve considerazione:

- Il Codice da Vinci (il libro) fa CAGARE. Sono quasi a metà ma non s'affronta. Se ripete ancora una volta che il pentacolo è simbolo della dea e del femminino urlo. Questo ha aperto un paio di enciclopedie e testi specialistici a cazzo e ha scritto le prime minchiate ispirate da un qualunque thriller americano.
Le scene più devastanti sono quelle in cui ricorda le sue lezioni ad HARVARD. Nemmeno il mio prof di Sociologia ci trattava con una simile condiscendenza.
Che delusione enorme, in fondo speravo di trovare un altro "pendolo" ma mi rendo conto che Eco è ineguagliabile. (D'altra parte però mi consola non essere massa nemmeno in questo).

- D'un tratto sapere che Audrey Tautou interpreterà il ruolo di Sophie Neuveu non mi fa più tanto piacere.

- L'ultimo album dei Sigur Ròs ( Takk ) invece è bellissimo e non occorre dire altro (mentre quello dei Goldfrapp insomma..).

- La festa "End Of Summer v 2.0" non si terrà più, fanculo!

- Ho in cantiere due nuovi project, anzi tre, e sono molto contento! vi aggiornerò quanto prima. Ora vado a pranzo.
scritto da Bakis alle 13:30 | plink | commenti (9) | commenti (9) (p-up)
in: libri, cazzeggio, ombelicale




mercoledì, 06 luglio 2005

[ Ohi ohi patate di Gavoi Revolutions - pt II ]

<< prima parte ]

Sabato ] Infine, dopo il lungo e caldo matrimonio al mare (iniziato per me alle 9:15 e finito alle 17) partiamo da Cagliari in direzione Gavoi verso le 18:30.
Ci eravamo ripromessi di comprare un regalino ad Andreuccia, la responsabile della pro-loco di Gavoi che tanto gentilmente si è impegnata fino all'ultimo per trovarci un alloggio, e per la padrona di casa che pur lavorando tutto il giorno ha deciso di trovare il tempo per riordinare e cederci le camere dei figli.
Data l'ora sembrava che non avremmo fatto in tempo quando invece arrivati a Ottana ("avremmo potuto comprare almeno due piantine") ecco che puf, sincronicità karmica: spunta un negozio di fiori proprio all'ingresso del paese.
Sebbene fosse chiuso data l'ora (le 21 circa) abbiamo provato a suonare nella porta accanto e per fortuna la fioraia abitava proprio nello stesso stabile del negozio, come spesso accade nei piccoli centri. Prendiamo due piantine grasse, la ricopriamo di ringraziamenti e ci avviamo per ripartire quando, cough cough, la macchina non parte. Pessimismo.
Rimaniamo in silenzio in macchina per diversi minuti, cercando di far finta di nulla e sperando che poi la macchina ripartisse improvvisamente. Ovviamente no.
Casualmente si scopre che il marito della fioraia (altra sincronicità) era un venditore d'auto quindi, strappato dalla sua cena, in men che non si dica aggiusta il guasto e ci invita a bere del vino.
Come rifiutare? Dopo tanta gentilezza non potevamo andar via e fare i cagliaritani cafoni (è un complesso che ho sempre quando in questi posti mi scontro con la totale disponibilità e gentilezza della gente e sopratutto quando mi si rivolgono in sardo e io - sardista - ho difficoltà a reggere la conversazione...bah, sono uno sporco casteddaio pure io!) e sebbene fosse ormai buio ci infiliamo nello scantinato e beviamo il buon vino.
Tra l'altro lì sotto troviamo un'interessante collezione di maschere di Merdules ottanesi, chi l'avrebbe immaginato...

Usciamo da Ottana e dopo vari giri arriviamo finalmente a Gavoi.
Altro incontro surreale: fermiamo i primi due signori che sembravano del paese per chiedere dove si trovasse Sa Domu 'e Tiu Maoddi (vicino alla quale alloggiavamo) e chi incontro? Un militante di Indipendentzia simpaticissimo con cui scambio l'indirizzo mail, visto che presto (dice) aprirà governo provvisorio anche a Cagliari.
Anche con questo signore un botta e risposta surreale, dato che acutissimo capisce il mio complesso cagliaritano e mi parla in nuorese stretto prendendomi per il culo perchè gli ho detto di essere sardista...(ma ho votato indipendentzia alle provinciali! dico io).

Tutte queste piccole casualità sono di buon auspicio e infatti scopriamo che oltre ad aver avuto un culo pazzesco a trovare alloggio all'ultimo minuto, siamo capitati pure in una casa meravigliosa: campate in legno, pavimenti in cotto, veranda con arcate con vista lago, famigliola splendida e accogliente.
Raggianti ci godiamo la notte in giro, ci facciamo un assaggio di Landsdale (e incontriamo Giorgi), delle vie affollate e del 'famoso' Bar Chiodo che sembra un po' il libarium dalla quantità di cagliaritani presenti.

[ continua ]
scritto da Bakis alle 21:06 | plink | commenti (7) | commenti (7) (p-up)
in: libri, social life, gavoi




mercoledì, 06 luglio 2005

[ Ohi ohi patate di Gavoi Revolutions - pt I ]

Non vi stavo snobbando. E' che fondamentalmente mi trovavo un po' in posizione orizzontale in questi due giorni. E no, non è perché ho esagerato con l'alcohol.
Ora però sto meglio e inizio a postare qualcosa sullo scorso week-end, che magari fra un mese non ha molto senso.
Presto anche qualche video, al momento in acquisizione.


Venerdì ] Nel post precedente non si legge, ma nella serata di venerdì ci è finalmente arrivata la conferma dell'alloggio a Gavoi! Felice come una scimmia allora corro come un pazzo per terminare le ultime commissioni: comprare il regalo per il matrimonio all'ultimo minuto (appena 13 ore prima dell'appuntamento), creare il biglietto d'auguri (rigorosamente a mano), pacco regalo, stirare la camicia per l'indomani ma anche preparare la borsa per Gavoi, visto che non sarei tornato a casa.
Ho finito il biglietto alle due circa e tutto con materiali di recupero (visto che il mio zaino creativo si trova ancora a casa di Re), stirato camicia più roba per Gavoi fino alle tre..
Prima di andare a letto, ho infine girato quello che sarà il contenuto speciale del dvd del matrimonio.



PS Sapete una cosa? Adoro fare le cose all'ultimo minuto. E' più divertente e viene tutto meglio. Ecco. Alla faccia di chi mi ripete di continuo che sono disorganizzato e ritardatario.
scritto da Bakis alle 13:11 | plink | commenti (6) | commenti (6) (p-up)
in: libri, ombelicale, social life, gavoi




mercoledì, 29 giugno 2005

[ Ohi ohi patate di Gavoi - reloaded ]

Mentre mi dimeno tra testi, storyboard e telefonate cerco anche di organizzare sto benedetto week-end a Gavoi per il festival di letteratura (ecco il post sul festival dell'anno scorso e qualche foto).
Peccato che proprio nel bel mezzo dei tre giorni di festival mi sia capitato un matrimonio e se credessi in dio, solo lui saprebbe quanto odio i matrimoni.
Tra l'altro sono ancora indietrissimo col regalo e ho appena due giorni di tempo ancora (...suggerimenti?).

Ma ce la posso fare.

Ovviamente se tra i lettori dovesse esserci qualcuno che sua sponte vuole offrirmi un alloggio per due (per me e per un'amica) per il week-end nel pittoresco paese della barbagia o in zona...beh, potrei addirittura dedicargli un intero post di ringraziamento!

Per gli altri che saranno lì, battete un colpo, magari ci vediamo.


scritto da Bakis alle 11:32 | plink | commenti (11) | commenti (11) (p-up)
in: segnalazioni, libri, cazzeggio, social life




martedì, 21 giugno 2005

[ Cubo Libro - la catena ]

Raccolgo l'invito di Lise e proseguo la catena sui libri.

Quanti libri hai in casa?

Direi circa 150 sparsi tra due librerie, una mensola, e il lato destro del letto. Senza contare la collezione di Linus e di manga (Lamù e Maison Ikkoku e qualcos'altro).

Ultimo libro acquistato.

La chiave + Libro d'ombra di Jun'ichiro Tanizaki.
Ma ne ho ancora un'infinità in lista..
So che esiste un momento per ogni libro e che dopo averlo letto, quello stesso ci suggerisce la lettura successiva. Eppure quando mi trovo in libreria, non riesco a smettere di comprare più libri contemporaneamente, è più forte di me.

Consigli agli altri blogger.

Classica domanda che mi mette in crisi.
Ora come ora consiglierei assolutamente "Il collezionista" (la storia di una ciotola antichissima, collezionista di collezionisti) o "La gang del pensiero" (come rapinare una banca con un sillogismo vincente) dello scrittore ungaro-britannico Tibor Fischer, geniale e divertente.
Altrimenti per una lettura leggermente più impegnata, ma non pesante, suggerisco "Nell'intimità" di Hanif Kureishi, visto che se ne sta discutendo animatamente pure da Navia :-)


Passo la catena a Fenicio, Giorgi, Uggy, Blu e Dedalusk!  Tirate fuori titoli interessanti (e argomentate) che ho voglia di una nuova razzia in libreria ;-)


PS Qualcuno ha letto "adoro essere uccisa" di Tibor Fischer? avete altre letture da consigliare?

scritto da Bakis alle 13:40 | plink | commenti (15) | commenti (15) (p-up)
in: libri




venerdì, 06 maggio 2005

[ Libro d'ombra ]

Di solito non recensisco i libri che leggo: c'è gente che lo sa fare molto meglio di me e poi
se un libro non mi piace in generale non mi viene l'impulso di stroncarlo o parlarne male, e se mi piace evito di parlarne troppo per non disperdere quelle sensazioni che mi ha dato e che amo riprendere e riscoprire dopo tempo in una seconda (a volte anche terza o quarta, nell'arco di anni) rilettura.

Ma in questo caso ho deciso di fare un'eccezione.

Degli ultimi libri letti di recente ve ne consiglio uno veramente curioso: Libro d'ombra di Jun'ichiro Tanizaki.


Il titolo effettivamente suggestivo (che in realtà l'autore spiega doveva essere "Elogio dell'ombra" ma fu cambiato per esigenze editoriali) viene spiegato nel retrocopertina: 

"Fra i sensi l'Occidente ha privilegiato la vista, da cui è partito per sua geometrizzazione dell'esperienza e ha così svalutato altre sensazioni - auditive, olfattive, tattili etc. E' contro tale guasto e squilibrio che Tanizaki reagisce in Libro d'ombra, polemizzando contro gli eccessi dell'illuminazione elettrica e opponendo a un mondo di nude superfici radiose, un universo acquietante della consistenza e della densità, avvolto da ombre descritte a una a una [...]. Leggendo questo saggio ci si rende conto di come tutta la nostra civiltà, tutta la nostra vita quotidiana, e dunque anche l'idea che ci facciamo del piacere, siano fondate sull'irritazione di alcuni sensi e sull'atrofizzazione di altri, mai su un tentativo di armonizzazione".

Quale amante della cultura giapponese ma ancor più del suo design non potevo non lasciarmi sedurre da una tale affascinante premessa.

Ma devo dire che se Tanizaki mi aveva favorevolmente colpito in 'morbose fantasie' per essere riuscito a raccontare abilmente una strana storia, giocando di allusioni e sapienti introspezioni mi ha colpito con altrettanta intensità ma in maniera totalmente diversa in questo caso, trifolandomi i maroni spendendo ben SEI PAGINE sul devastante problema se scegliere una TAZZA DEL CESSO in legno o in CERAMICA e altre QUATTRO PAGINE su dove posizionare il telefono all'interno di una stanza.

Io un consulente d'arredamento così lo murerei vivo dentro un'armadio a shoji !! (porte scorrevoli di carta).

Vi delizio con il passaggio incriminato sui cessi:

"...Così prima o poi ecco fare ingresso nelle nostre dimore le piastrelle bianche e la tazza con lo scarico dell'acqua. Ora c'è più igiene e si risparmia  fatica, però eleganza e contatto con la natura (NdBak: ???) sono svaniti.
Sotto una luce crudele, fra quattro mura di abbagliante candore, è difficile abbandonarsi a quel piacere fisiologico. Chi oserebbe dubitare che tanta bianchezza sia indizio di pulizia ineccepibile?
E tuttavia, ci si può chiedere se sia opportuno illuminare a giorno la cosa bruna che il nostro corpo espelle ( ... ). Sarebbe disdicevole anche per una fanciulla bellissima e madreperlacea, sbandierare natiche e cosce. [cut] Non va meglio che la penombra regni, e sia labile il confine tra il pulito e lo sporco?
Dopo lunga ponderazione ( ... ) ho scelto per la mia casa sanitari moderni, ma al pavimento di piastrelle mi sono strenuamente opposto [cut]
Altri problemi li ho avuti con la tazza. Quelle all'occidentale sono di porcellana bianca; io le preferisco di legno, sia nella versione per gli uomini che per le donne.
Ideale sarebbe il legno tirato a cera, ma anche quello al naturale acquista col tempo opache tonalità e quel fascino di stagionatura che placa inesplicabilmente i nervi agitati.
D'altronde per quietare i nervi, la cosa più acconcia sarebbe la tazza a forma di fiore (eh??) che chiamano 'Campanula': è di legno e deve essere riempita con freschi rametti di cedro profumati, belli a vedersi, utili ad attutire gli scrosci.
Un lusso simile neanche potevo sognarlo. Fui costretto a rinunciare."

Se volete sapere com'è andata a finire quest'esaltante avventura non vi resta che recarvi nella libreria più vicina e cercare "Libro d'ombra" di Jun'ichiro Tanizaki edito da Bompiani.

Ora, non posso fare a meno di trovare molti dei racconti di questo libro comici se non addirittura grotteschi ma di sicuro mi aiutano a capire con quale propensione ossessiva i designer giapponesi (e chissà, forse anche gli artisti o i cuochi) si impegnano nel determinare i dettagli di un lavoro.

Questo libro mi ha rubato un po' della poesia che avvolgeva il giappone.... sono uno sporco occidentale.



scritto da Bakis alle 10:18 | plink | commenti (4) | commenti (4) (p-up)
in: segnalazioni, libri, cazzeggio




lunedì, 11 ottobre 2004

[ Scrivo per tacere ]

Le parole sono azioni e come tali provocano conseguenze.
L'ha scritto Kureishi, ma è una cosa che ho capito molto lentamente senza bisogno di farmela raccontare da un altro.

Ogni tanto però ripasso la lezione. Mi ci costringono perchè sono impreparato.
E allora sto qui a lucidare le mie parole: quelle cattive e intraviste per caso un giorno in un momento di debolezza; quelle covate e quelle scacciate via.
Le lucido come un'arma: affinchè nel pronunciarle siano più efficaci e veloci, perchè facciano più male.

A volte abbiamo un terribile bisogno di ferire. La belva è più cattiva quando a sua volta è ferita.

Oggi però non so che fare, se sferrare l'attacco o tacere.
Ancora.
Non dopo questo fine settimana incastrato, concentrato, corso, addormentato, ricco e mangiato.



No infatti:
le parole hanno conseguenze anche retroattive
e non voglio modificare nulla.

commenti : (35)
scritto da Bakis alle 17:25 | plink | commenti | commenti (p-up)
in: parole, libri, autoscatto




lunedì, 27 settembre 2004

[ L'io cosmetico ]

In pratica possiamo dire che un individuo ha tanti diversi "io sociali" quanti sono i gruppi di persone della cui opinione egli si preoccupa. Generalmente egli mostra un diverso aspetto di sé ad ognuno di questi gruppi diversi. Molti giovani che sono abbastanza riservati davanti a genitori o insegnanti, bestemmiano come turchi e fanno i duri con gli amici: non ci mostriamo ai nostri figli come agli amici del circolo, ai nostri clienti come ai nostri dipendenti, ai nostri padroni e datori di lavoro come agli amici intimi.

Quale effetto e al tempo stesso causa principale di questo genere d'impegno nei confronti della parte rappresentata in un determinato momento, vediamo che si verifica una segregazione del pubblico.
Per mezzo di questa l'individuo si assicura che coloro davanti ai quali egli rappresenta una delle sue parti, non saranno gli stessi davanti ai quali egli rappresenterà un'altra parte in un ambito diverso.
Se gli attori tentassero di distruggere questa segregazione e l'inganno che ne deriva, il pubblico impedirebbe loro di farlo. Il pubblico infatti si accorge che c'è gran risparmio di tempo ed energia emotiva nel trattare l'attore per quello che appare, come se, cioè, l'attore fosse solamente e veramente ciò che l'uniforme del momento lo fa sembrare.

[ Erving Goffman, La vita quotidiana come rappresentazione ]
(libro interessantissimo che consiglio a tutti)

E' così vero?
Quindi litighiamo con le persone quando ci stufiamo della relazione tra ruoli che abbiamo intrapreso?
Oppure, un amore finisce quando il timer della maschera/ruolo scatta e vediamo ciò che c'è dietro?
C'è un numero predefinito di ruoli per persona a vita?

Ma sopratutto,
ce ne frega qualcosa?




commenti : (46)
scritto da Bakis alle 15:16 | plink | commenti | commenti (p-up)
in: libri




lunedì, 05 luglio 2004

[ Ohi ohi patate di Gavoi ]

Una domenica di pura estasi artistica al primo Festival Internazionale di Letteratura a Gavoi.

Praticamente l'elite radical-chic-pseudo-intellettuale (cioè, intellettuale + esso, QUINDI pseudo ) di Cagliari si è trasferita in blocco a Gavoi. In transumanza. Sembrava di stare a Marina o a Stampace, cose così. Forse uno o due gavoiesi c'erano pure.

Il paese: bellissimo. Il festival: bellissimo. Ma ancora più bellissimo: circolo s'istentu, magnifico incrocio di viuzze e visuali, sottofondo di musica jazz, digitale in una mano e nell'altra a turno bicchiere di vino e un formaggio di paradisiaci livelli.
Anzi no: ancora più bellissima la mostra realizzata dai bambini di una scuola elementare con libri belli in maniera quasi insopportabile, un libro-tunnel (per bambini da 0 a 6 anni e per noi 3 che insieme facciamo esattamente 100 anni ) e un'area creativa con i pastelli a cera e le texture da ricalcare. Sarei rimasto lì per ore.

Insomma, sarebbe stato un fine settimana divino ma anche come pausa domenicale ha avuto il suo perché.
Ho ritrovato il buon umore e soprattutto la mia verve creativa.
E intanto stasera, il primo sopralluogo per il corto.

Ringrazio Ort. ( che si conferma ancora e ancora un'edo-professionista, epicurea d'avanguardia ) che mi ha spedito solerte il contenuto della chip-card.



commenti : (17)
scritto da Bakis alle 10:39 | plink | commenti | commenti (p-up)
in: libri, gavoi




giovedì, 08 aprile 2004

[ Antoine, a mille miglia da qualsiasi abitazione umana ]

A sessant'anni dalla sua scomparsa, avvenuta il 31 luglio 1944, sono stati ritrovati i resti dell'aereo di Antoine de Saint Exupery, l'autore del Piccolo Principe, il libro più tradotto al mondo dopo la bibbia. Appena qualche anno fa un pescatore di Marsiglia ripescò un braccialetto con sopra incisi il suo nome e quello di sua moglie.

Fa uno strano effetto leggere queste cose. Se non fosse a ottanta metri di profondità nel mare, mi verrebbe da pensare che abbia raggiunto finalmente il suo amico, in quel minuscolo e lontano pianeta.

*

J'ai ainsi vécu seul, sans personne avec qui parler véritablement, jusqu'à une panne dans le désert du Sahara, il y a six ans. Quelque chose s'était cassé dans mon moteur, Et comme je n'avais avec moi ni méchanicien, ni passagers, je me préparai à essayer de réussir, tout seul, une réparation difficile. C'était pour moi une question de vie ou de mort. J'avais à peine de l'eau à boire pour huit jours.
Le premier soir je me suis donc endormi sur le sable à mille milles de toute terre habitée. J'étais bien plus isolé qu'un naufragé sur un rideau au milieu de l'océan. Alors vous imaginez ma surprise, au levé du jour, quand une drôle de petite voix m'a réveillé. Elle disait:
-S'il vous plaît... dessine-moi un mouton!


Cosi ho trascorso la mia vita solo, senza nessuno cui poter parlare, fino a sei anni fa quando ebbi un incidente col mio aeroplano, nel deserto del Sahara. Qualche cosa si era rotta nel motore, e siccome non avevo con me né un meccanico, né dei passeggeri, mi accinsi da solo a cercare di riparare il guasto.
Era una questione di vita o di morte, perché avevo acqua da bere soltanto per una settimana.
La prima notte, dormii sulla sabbia, a mille miglia da qualsiasi abitazione umana. Ero più isolato che un marinaio abbandonato in mezzo all'oceano, su una zattera, dopo un naufragio.
Potete immaginare il mio stupore di essere svegliato all'alba da una strana vocetta: 'Mi disegni, per favore, una pecora?'


Riferimenti: La pagina internazionale del Piccolo Principe


commenti : (12)
scritto da Bakis alle 12:05 | plink | commenti | commenti (p-up)
in: libri, to the faithful departed




mercoledì, 31 marzo 2004

[ K ]

Nuooo.
Il mio locale/libreria preferito... CHIUDE!
Così, senza nemmeno avvisarmi.
Sono molto, molto, molto triste.

Spero in una (improbabile) smentita.
Ditemi che non è vero!!

Cazzo proprio ora che mi sono trasferito a due metri da lì?



commenti : (21)
scritto da Bakis alle 11:38 | plink | commenti | commenti (p-up)
in: libri, social life, to the faithful departed




giovedì, 05 febbraio 2004

[ 42 ]

Uno dei miei libri cult: Guida galattica per autostoppisti di Douglas Adams.
Ho letto questa piccola introduzione, sabato davanti a un piccolo ma attentissimo pubblico di (sfortunati) uditori.

Spero vi incuriosisca e diverta come ha fatto con loro.

*

Lontano, nei dimenticati spazi non segnati nelle carte geografiche dell'estremo limite della Spirale Ovest della Galassia, c'è un piccolo e insignificante sole giallo.
A orbitare intorno a esso, alla distanza di centoquarantanove milioni di chilometri, c'è un piccolo, trascurabilissimo pianeta azzurro-verde, le cui forme di vita, discendenti dalle scimmie, sono così incredibilmente primitive che credono ancora che gli orologi da polso digitali siano un'ottima invenzione.
Questo pianeta ha, o meglio aveva, un fondamentale problema: la maggior parte dei suoi abitanti era afflitta da una quasi costante infelicità. Per risolvere il problema di questa infelicità furono suggerite varie proposte, ma queste perlopiù concernevano lo scambio continuo di pezzetti di carta verde, un fatto indubbiamente strano, visto che a essere infelici non erano i pezzetti di carta verde, ma gli abitanti del pianeta.
E così il problema restava inalterato: quasi tutti si sentivano tristi e infelici, perfino quelli che avevano gli orologi digitali.
Erano sempre di più quelli che pensavano che fosse stato un grosso errore smettere di essere scimmie e abbandonare per sempre gli alberi. E c'erano alcuni che arrivavano a pensare che fosse stato un errore perfino emigrare nella foresta, e che in realtà gli antenati sarebbero dovuti rimanere negli oceani.
E poi, un certo giovedì, quasi duemila anni dopo che un uomo era stato inchiodato a un palo per aver detto che sarebbe stato molto bello cambiare il modo di vivere e cominciare a volersi bene gli uni con gli altri, una ragazza seduta da sola a un piccolo caffè Rickmansworth, capì d'un tratto cos'era che per tutto quel tempo non era andato per il verso giusto, e finalmente comprese in che modo il mondo sarebbe potuto diventare un luogo di felicità. Questa volta la soluzione era quella giusta, non poteva non funzionare, e nessuno sarebbe stato inchiodato ad alcunchè.
Purtroppo però, prima che la ragazza riuscisse a raggiungere un telefono per comunicare a qualcuno la sua idea, successe una stupida quanto terribile catastrofe, e di quella idea non si seppe più nulla.
Questa non è la storia della ragazza.
E' la storia di quella stupida quanto terribile catastrofe, e di alcune delle sue conseguenze.
E' anche la storia di un libro, un libro intitolato Guida galattica per autostoppisti, un libro non terrestre e mai pubblicato sulla Terra, e che, fino al momento della terribile catastrofe, era completamente ignorato dai terrestri.
Tuttavia, si trattava di un libro notevolissimo.
In effetti, era probabilmente il libro più notevole che fosse mai stato stampato dalla grande casa editrice dell'Orsa Minore, della quale nessun terrestre aveva mai sentito parlare.
Ma non è soltanto un libro notevolissimo, è anche un libro di enorme successo, più popolare di Costruitevi la seconda casa in cielo, più venduto di Altre 53 cose da fare a Gravità Zero, e più controverso della trilogia filosofico-sensazionale di Oolon Colluphid Anche Dio più sbagliare, Altri grossi sbagli di Dio e Ma questo Dio, insomma, chi è? In molte delle civiltà meno formaliste dell'Orlo Esterno Est della Galassia, la Guida galattica per autostoppisti ha già soppiantato la grande Enciclopedia galattica, diventando la depositaria di tutto il sapere e di tutta la scienza, perché nonostante presenti molte lacune e contenga molte notizie spurie, o se non altro alquanto imprecise, ha due importanti vantaggi rispetto alla più vecchi e accademica Enciclopedia.
Uno, cosa un po' meno; due, ha stampate in copertina, a grandi caratteri che ispirano fiducia, le parole NON FATEVI PRENDERE DAL PANICO.
Ma la storia di quel terribile, stupido giovedì, la storia delle sue straordinarie conseguenze, e la storia di come quelle conseguenze siano indissolubilmente legate al detto libro, comincia in modo molto semplice.
Comincia da una certa casa.

*

Venerdì 12 maggio 2001, a soli 49 anni, Douglas Adams è morto per un improvviso attacco di cuore.
Siamo tutti sicuri che prima o poi si ripresenterà da Milliway's assieme al grande profeta Zarquon, ma nell'attesa ci mancherà moltissimo...


commenti : (16)
scritto da Bakis alle 22:44 | plink | commenti | commenti (p-up)
in: libri, 42 , to the faithful departed




domenica, 29 giugno 2003

[ La sardità secondo Sergio Atzeni ]

Da una discussione circa la "qualità artistica" del libro Bellas Mariposas di Sergio Atzeni, ho ripescato un mio vecchio articolo mai pubblicato, che vorrebbe essere un piccolo excursus su questo autore, che personalmente amo tantissimo.
Come è evidente, l'articolo è un po' acerbo e necessita di una buona revisione...

La sardità secondo Sergio Atzeni


Sergio Atzeni nasce in provincia di Cagliari nel 1952 e muore anzitempo nel vicinissimo 1995, a soli 43 anni. Ci lascia in eredità un piccolo numero di racconti, romanzi e qualche saggio. Scritti dal tratto inconfondibile che si diffondono rapidamente, si fanno conoscere, nell’isola ma anche più lontano, in Europa.
Atzeni non è scrittore qualunque: a momenti cantastorie di periferia, spettatore di realtà difficili in una città come Cagliari, in altri momenti quasi un vate, un portatore della verità tramandata da secoli dai nostri antichi. Atzeni è tutto questo ma anche di più, è un sardo moderno che scorge in se i segni di una perdita di identità ma che lotta per tenerla viva, e ci riesce, nei suoi scritti che altro senso non hanno se non di portare al mondo, orgogliosamente, i segni della nostra unicità. Non idealizzata, non sbruffona ma pura, semplice e onesta.: non peggiori degli altri, non necessariamente migliori, semplicemente sardi.
scritto da Bakis alle 23:34 | plink | commenti | commenti (p-up)
in: libri, sardita

Tutto Torna
5
Sex and The City
4
Indiana Jones
2
Sonetaula
8
Sogni e delitti
6+
Cous Cous
7
Io sono leggenda
4
L'età barbarica
7
Irina Palm
6+
Beowulf
1
I Simpson
2
Transformers
5
I fantastici 4 - 2
2
Spiderman 3
3
Apocalypto
4
Il diavolo veste Prada
6+
Pulse
4
Volver
6
Codice da Vinci
3
Angel-A
3
Sesso e filosofia
1
Viva Zapatero
8
Seven Swords
4
La guerra dei mondi
2
Amityville Horror
2
Hotel
4
Kung Fusion
3
La caduta
5
Manuale d'amore
6
La vita è un miracolo
8
Una lunga domen. di passione
8
Nicotina
8
Che pasticcio Bridget Jones
6-
Melinda & Melinda
6
Birth - Io sono Sean
4+
Confidenze troppo intime
5+
Così fan tutti
7+
Lavorare con lentezza
7+
Le cons. dell'amore
5
Fahrenheit 9/11
10
Ladykillers
3
Diari della moto
6
Luther
3
Kill Bill vol.II
6-
School of Rock
6
Coffee+Cigarettes
6
3m sopra il cielo
1
Le regole dell'attrazione
6
L'amore è et. finchè dura
4+
Agata e la tempesta
6+
Il cuore degli uomini
3
Il Sig. degli Anelli III
3
Banditi a Orgosolo
7
Le invasioni barbariche
7+
21 grammi
7
In the cut
4+
La macchia umana
5
Lost in translation
6
Zatoichi:
7+
Love actually:
4
Dogville
8
Kill Bill
7+
Elephant
8+
Ballo a tre passi
9