Innamorato di me stesso / ma non corrispondo




mercoledì, 11 novembre 2009

[ The world is my toy ]

Nuove conoscenze generano nuove idee. Nuove idee generano nuovi desideri e nuove azioni, nuove aspirazioni.

Improvvisamente un vecchio pc in disuso da anni in un angolo della mia mansarda appare un prezioso baule di tesori. La vecchia radiosveglia, un Furby, una bambola parlante ammuffita, tanti giochini nel tubo di legno rosso di mia sorella lasciato a marcire.

Controller, sensori, fili, connessioni, interazioni, input, output.

Tante nuove paroline chiave e tanti nuovi modi per interpretare il mondo e produrne uno nuovo ogni volta.

E la conferma che rimanere bambino sia l'unica soluzione per trovare costantemente e in ogni dove nuovi giocattoli.

E ora Beethoven, stufetta, cacciaviti e interminabili connessioni neurali.
scritto da Bakis alle 21:20 | plink | commenti (2) | commenti (2) (p-up)
in: cazzeggio, autoscatto, mansarda




martedì, 08 settembre 2009

[ Il delocalizzatore protonico ]

-    Bene, il delocalizzatore protonico è pronto!

Bakis guardava soddisfatto quella grossa scatola di cartone rovesciata sul pavimento della mansarda di casa sua, dove il padre conservava tutti i libri dell’adolescenza e la mamma i mobili che man mano sostituiva ed eliminava dal salotto o dallo studio.
Con un pennarello più grosso della sua manina, vi aveva disegnato sopra tanti pulsanti, uno sportello, delle prese d’aria e visto che c’era anche alcune decorazioni per rendere il delocalizzatore più attrante. Sai mai, qualche altro viaggiatore nello spaziotempo poteva incrociarlo lungo la strada e non voleva sfigurare.

-    Ora non rimane che scegliere la destinazione.. e farmi preparare la merenda da mamma!

Con uno scatto si spostò all’altro capo della mansarda – dash!
Fra sedie imbottite impilate in un angolo, una vecchia vetrina in mogano, un pianoforte scordato e pile e pile di libri, c’era un grosso mappamondo.
Frrrrrrrrrrrrr. Con un colpo fece girare il globo per qualcosa di equivalente a diverse settimane di evoluzioni intorno al sole. Puc, stop.

-    Ah, Sardegna… sempre qua! Non rimane che viaggiare nel tempo, almeno nel tempo!

E 25 anni sono passati in un lampo: in fondo il tempo è come una strada che cambia il paesaggio intorno: alla fine è sempre tutto diverso.
Ma Bakis no, è sempre lui.
scritto da Bakis alle 12:05 | plink | commenti (2) | commenti (2) (p-up)
in: racconti, autoscatto, mansarda




martedì, 31 marzo 2009

[ I miss everything we'll never be ]

scritto da Bakis alle 14:40 | plink | commenti (1) | commenti (1) (p-up)
in: ombelicale, autoscatto, mansarda




sabato, 12 novembre 2005

[ Simpatici imprevisti ]

Soltanto una mente estremamente percettiva e allenata alla meditazione poteva cogliere quei sottili segnali che fin dal mattino mi comunicavano che sarebbe stata una giornata un po' storta. Avrei dovuto capirlo dal telefono apertosi in tanti pezzi quante le lettere dalla parolaccia che ho pronunciato in seguito. (e no, non ho detto solo "cazzo").
Avrei potuto capirlo dal piccolo sfogo sul viso che mi viene nei periodi di stress, il quale ha delicatamente virato il mio colorito da "quasi-pallido" a "fuxia violento".

Ma l'incoronamento a "Worst Day 2005" è stato quando a metà di un lavoro PUF il contatore decide di spegnersi facendomi perdere tutto il lavoro (il primo che mi dice che dovrei avere un gruppo si continuità di becca un bel vaffa).
Do il via agli smadonnamenti quando mi rendo conto che PLIC PLIC SPRIZ SVOOOSH c'è come un geiser nel mio bagno. Una fottuta succursale dell'islanda nel mio cesso. Lo scaldabagno messo a posto insieme a doccia e cesso appena DUE settimane fa ha deciso di farsi saltare in aria.

img1 scaldab

Non mi faccio cogliere impreparato e subito scoppio in una crisi isterica. PERCHE' IO? NON STA SUCCEDENDO A ME!
Tutto al buio più pesto mi infilo in quell'anfratto infernale in cui si trova lo scaldabagno, in mutande e asciugo, svuoto, sbatto la testa, tappo. Il tutto nell'acqua più scottante, s'intende.

Dopo n ore viene ad aiutarmi mia madre con la sua solita flemma, il che aumenta esponenzialmente i miei istinti omicidi/suicidi. E mentre quasi affogo sotto la propulsione lacerante dell'acqua mi dice che basta chiudere il rubinetto dietro al lavandino. E NON POTEVI DIRMELO AL TELEFONO??

Mi guardo intorno desolato e mi chiedo fra quanti mesi questo posto ritornerà abitabile. Intanto mi auguro che quei meravigliosi, disponibilissimi, fantastici e empaticissimi esseri che sono i miei amici mi aiutino quantomeno a finire le pitture domani!
Vero?

 

 

ecco una piccola overview sullo scenario post-bellico che mi ritrovo in casa >>>

 img1 scaldab2
scritto da Bakis alle 16:19 | plink | commenti (15) | commenti (15) (p-up)
in: cazzeggio, mansarda, fav




venerdì, 23 luglio 2004

[ Deliberazione a maggioranza singola ]

Certe decisioni sono difficili da prendere.
Si formano con una lentezza angosciante, crescono da sole, indipendentemente dalla nostra volontà.
Ma il più delle volte facciamo finta di non vederle, per lungo tempo, finchè come un frutto maturo non si staccano da noi.
E poi, e poi non è più possibile ignorarle.

E' giunto il momento di prendere le mie valigie e disfarle.
Cerco di non sgualcire troppo la roba, di metterla da parte con cura.
Tengo la valigia in vista.
Tranquillo: è solo questione di tempo, spero.
Questo frutto è ancora troppo acerbo.

Eccola, compare alla porta prima del previsto.

[ Bakis ] Sei arrivata mia nemesi.

Iniziamo a chiacchierare sotto voce mentre sposto i vestiti dalla valigia all'armadio a muro dalle ante di porta.


[ Rei ] E così hai deciso.
[ Bakis ] Non proprio. E' che non voglio morire.
[ Rei ] Morire? Cosa c'entra?
[ Bakis ] Sì. Partire è un po' morire. Ora capisco cosa significa.

Mi metto a ridere cogliendo d'un tratto il ridicolo della scena.

[ Rei ] E' un'illusione, quella di essere ciò che ti circonda. Tu non sei il tuo lavoro, non sei la musica che ascolti o i libri che leggi.
[ Bakis ] Forse. Ma a maggior ragione, non mi sento di cancellare tutto e riniziare da capo. Riniziare cosa? Fare cosa? Perché? In fondo questa è la mia vita e non voglio lasciarla.
[ Rei ] Cazzo ma non devi morire davvero. Non devi abbandonare tutto per sempre.
[ Bakis ] Che differenza fa?
[ Rei ] La differenza è che solo spogliandoti del tuo io accessorio, puoi trovare veramente te stesso.
[ Bakis ] Tu dici?
[ Rei ] Sì. Gli uccelli volano nello stesso identico modo ovunque.
[ Bakis ] Appunto'perché devo trovare un altro cielo? Perché, a che mi serve?
[ Rei ] Fendono l'aria con la stessa naturalezza inconsapevole con cui noi riusciamo a complicarci la vita.
[ Bakis ] Stai citando a memoria. Stai citando me. Non essere sciocca, parlami.
[ Rei ] Piccoli esseri catapultati in questo universo, vivono senza contare i giorni.
[ Bakis ] Io conto i giorni. Io ho una coscienza. Io sono i libri che leggo, sono le persone che incontro. Io sono i miei problemi.
[ Rei ] Si avvicinano al sole e un bel giorno muoiono senza rimpianti.

Già, senza rimpianti.

[ Rei ] E quindi?
[ Bakis ] E quindi niente. In fondo è tutta una cosa che mi sono costruito da solo. Un giorno in più o in meno, un mese in più, un anno in meno, non fa differenza. Ho capito che superate alcune cose, sarò totalmente libero. Mi spaventa, ma sto lavorando per questo.
Il mito dell'occasione è una sciocchezza. Il tempo è relativo. Mi sento leggero, sai?
[ Rei ] Bene. Hai smesso di rinunciare a essere felice a condizione di realizzare questa decisione. Ma questo è solo l'inizio. Tomorrow is just an excuse, ricordi?
[ Bakis ] Certo, te l'ho insegnata io.E comunque...ci sto già ripensando.
[ Rei ] Ma vaffa..


commenti : (18)
scritto da Bakis alle 11:09 | plink | commenti | commenti (p-up)
in: insonnia, mansarda




lunedì, 03 maggio 2004

[ Devasta-Zen ]

Beep beeeeep!
Inizia una nuova settimana. Come si dice? Ah si: dovrò spalare un mucchio di merda.
Sono già stanco.
L'umore a zero kelvin della settimana scorsa mi sembra un lontano ricordo.
E non è rassicurante notare che il mio umore cambia indipendentemente dal numero di casini che devo affrontare: si perché ovviamente ne ho un numero uguale meno epsilon rispetto ai giorni scorsi. E no, non ho sniffato coca: la promessa di un giro in ottovolante mi basta per resistere ancora qualche giorno dal ricovero in clinica psichiatrica.

Ma ora passiamo ad argomenti più seri.
Ho in mente progetti di devastazione totale della mansarda.
E non solo.

Stay tuned.


commenti : (14)
scritto da Bakis alle 14:16 | plink | commenti (1) | commenti (1) (p-up)
in: mansarda, cattivi propositi




mercoledì, 28 gennaio 2004

[ Mansarda di Bakis ]

Mansarda di Bakis. Mattino.

Bakis si sveglia di soprassalto.
Guarda la sveglia che suona: le 7:30. La lascia suonare per qualche istante, confuso: perché mi sto svegliando così presto?
Si solleva a mezzo busto sul letto e dall'altra parte della mansarda vede il divano letto aperto e un fagotto di coperte.
Offuscato dal sonno, ancora non capisce, si sforza di fare mente locale.

Alcova di Terapy. La notte prima.

Serata cinefila e mangereccia per Terapy, Smilla, Bak e Liv. Film grottesco, ottimo vino, salatini e dolcetti a profusione.
Musica alternativa, libri, battute a triplo senso di Smilla che mettono costantemente in imbarazzo i tre gentlemen. Bakis consiglia al Terapy un impianto di antifurto dotato di videocamere semoventi, con tanto di sala del potere in camera da letto.
Breve sms-bombing a Navia, dispersa in oscuri meandri di messaggi elettronici e posti sconosciuti.

Poco prima a casa di Navia.

Disposta in contorsionistiche e inenarrabili posizioni, in procinto di raggiungere finalmente il nirvana autogeno avvinghiato al serpente kundalini mancofoss'antani, il corpo di Navia scatta come una molla, irrimediabilmente riportato alla realtà da torme di sms rompipalle dall'alcova.

[ In quel preciso momento Uggy partorità il post sul barabba. ]

La stessa notte per le strade della città.

Smilla procede verso casa, pettinatura a schiaffo perpendicolare alla schiena per la velocità smodata del suo rosso bolide. E' tardi, domani dovrà arrivare puntuale - come al solito del resto - a lavoro. Nel tratto che la separa da casa sua, il tempo di accendere radiodue e cantare a squarciagola la Cura, che poi posterà il giorno dopo sul blog.

Bakis esattamente nel senso di marcia opposto, litiga con l'autoradio autarchica, occhio vigile a eventuali pattuglie causa specchietto retrovisore perennemente assente e ruote sgonfie.

Nel frattempo...

Liv suona il campanello più volte. Per la strada c'è vento, umido e un freddo pauroso. E' tardissimo e lui non ha le chiavi. Che casino. Cazzo dorme come un sasso, quella non la svegliano nemmeno le cannonate. Avrà concluso la serata con un cocktail tequila xanax, limone e tavor sbriciolato sul bicchiere. Eppure, ha voluto tenere le chiavi lei a tutti i costi..
In realtà...

M. è lì, dietro al portone. E' sveglissima. Roberrrrrrrrto, non lo dovevi faaare...Non mi vuoi più beeeene�dovevi pulire il baagno e invece esci lasciandomi da soooola..
M. Si infila due tappi per le orecchie, e torna a letto.

Sempre nel frattempo...

Terapizzato ritira i residui delle cibarie e fa un salto al pc ancora acceso (portandosi appresso i biscotti da te) e prima che il sonno si impossessi completamente di lui, lascia qualche commento barabbesco sul blog di Uggy.

Uggy.

Centinaia di km lontano dai nostri amici, Uggy si agita nel sonno e sogna di dover combattere orde di gatte morte. Si sveglia improvvisamente: Liv è in pericolo, lo sento.
Mansarda di Bakis. Poco dopo.

Finalmente arrivato a casa, Bakis si infila il pigiama e accende velocemente il pc.
Squilla il telefono. Sono le due e mezzo, chi potrà essere? Cos'è successo?
Fruga nella borsa, non lo trova. Continua a squillare. Svuota tutto e rovescia il contenuto. Poi silenzio.
Nelle chiamate perse c'è un nome.
Ho già capito..

Arriverà alle tre. Il letto è pronto, le candele in bagno accese (è una lunga storia).

Mansarda di Bakis. Mattina.

- Ora ho capito! Mi alzo e inizio a fare il caffè.
- Uelà Beek..
E' proprio lui!

Didin-didin. Arriva un sms a entrambi.

A casa di Smilla.

Smilla in perfetto orario, davanti a una tazza di caffellatte fumante, inizia il suo giorno con due sms.


commenti : (17)
scritto da Bakis alle 17:50 | plink | commenti | commenti (p-up)
in: , social life, mansarda

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