Le parole sono azioni e come tali provocano conseguenze.
L'ha scritto Kureishi, ma è una cosa che ho capito molto lentamente senza bisogno di farmela raccontare da un altro.
Ogni tanto però ripasso la lezione. Mi ci costringono perchè sono impreparato.
E allora sto qui a lucidare le mie parole: quelle cattive e intraviste per caso un giorno in un momento di debolezza; quelle covate e quelle scacciate via.
Le lucido come un'arma: affinchè nel pronunciarle siano più efficaci e veloci, perchè facciano più male.
A volte abbiamo un terribile bisogno di ferire. La belva è più cattiva quando a sua volta è ferita.
Oggi però non so che fare, se sferrare l'attacco o tacere.
Ancora.
Non dopo questo fine settimana incastrato, concentrato, corso, addormentato, ricco e mangiato.
No infatti:
le parole hanno conseguenze anche retroattive
e non voglio modificare nulla.
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