Innamorato di me stesso / ma non corrispondo




giovedì, 28 gennaio 2010

[ in partenza ]

Ciao trolley verde pisello.
Eccoci ancora qua, faccia faccia.

E come al solito, no, non so cosa mettere dentro di te: pensavi che avessi lavato e/o preparato e/o stirato qualcosa? povero piccolo, in effetti mi conosci da poco...

Non c'eri certo tu (e forse non conoscevo nemmeno la parola "trolley") quando molto anni fa - 25? - feci il mio primo volo.
Mi ricordo una sveglia presto, che era ancora buio, per andare all'aeroporto.
Sento ancora sotto i piedi quell'orrido linoleum e i pannelli in metallo o plastica arancione.

Quanto è passato.

Ma divago. Se proprio devo perdere tempo tanto vale cazzeggiare, ascoltare musica o - ah già - lavorare.
Ma sono le 18:35 e tu sei ancora vuoto, evidentemente ho già cazzeggiato abbastanza.

Se è vero che la vita accade quando sei occupato a fare qualcos'altro, secondo me è altrettanto vero che viaggiare ti riporta a ciò che sei e che vuoi fare. Perché esci dalle cose che fai "nel frattempo" e fai solo cose che stai bene a guardare, di cui sei cosciente, e ti chiedi se ti va, se ti piace, se in quella città ci vivresti.

E questi dubbi amletici li ho ormai da tempo, avendo cambiato case e città e progettando ancora di farlo, mi chiedo: ma poi, mi va? sì, beh sì, ma, se no? e se peso il no e il sì? Minchia, sono domande forti, e gli altri mica se le fanno ogni giorno.

Manco io me le faccio ogni giorno, c'ho troppe cose da fare e disfare, da evitare, da riempire, da saltare e affogare nel sonno.
Ma poi salto e dribblo la questione, riempio un trolley e via.

Dunque ora, facciamo calze mutande e portafogli. Il resto amen.
No vabeh, iPod, Iphone. E amen.
Ok, Polaroid poi basta.
Già che ci siamo pantaloni, scarpe, numero imbarazzante di maglie e maglioni.

Sì, lo so trolley che torno lunedì, e se poi non torno? non vorremo precipitare con una tshirt poco consona?
scritto da Bakis alle 18:41 | plink | commenti | commenti (p-up)
in: soppalkis




martedì, 07 ottobre 2008

[ Two Years in a Box ]

Le statistiche sugli infortuni e le morti accidentali parlano chiaro: lo scenario in assoluto più pericoloso è quello casalingo.
Mi domando dunque com’è che sia ancora vivo, nonostante stia ormai da giorni armeggiando su e giù per il soppalco, fra scatole, mobili, scotch, forbici, vetri, pesi e altri oggetti pericolosi per il Bakis.

Ho schivato la morte penso una decina di volte ormai, scivolando su fogli di cartone nel tragitto verso il bagno di notte al buio, facendomi cadere accanto, sfiorandomi, scatole colme di libri del peso specifico di una tonnellata, tagliando strisce di scotch marrone con il coltello puntato geometricamente verso l’occhio, inalando polietilene espanso, sbattendo svariate parti del corpo contro spigoli di ogni genere.

Ma a parte considerare che sono ancora miracolosamente illeso, sto prendendo atto della quantità di roba che ho accumulato in questi due anni.
Sto anzi iniziando a pensare che la roba continui a generarsi dal nulla appena volto lo sguardo: non appena mi pare di aver raggiunto un livello accettabile di scatolame toh ecco che apro un’anta e scopro intere gallerie di tshirt, scarpe o libri. Cosa ho fatto in questi due anni? A giudicare dalle scatole ho passato il tempo ad accumulare beni materiali da portarmi nell’oltretomba. Allora faccio ciò che chiunque al mio posto farebbe: crisi isterica, teino, musichina, telefonatina e poi mi rimetto a lavoro.

Inoltre devo anche riconsiderare la mia politica di approvvigionamento cibo: ho le dispense colme che scoppiano, potrei rimanere intrappolato in casa per 71 giorni prima di morire di inedia. Ora non mi rimane che scegliere se sacrificarmi e mangiare tutto come un porco in questi due giorni o regalare i cibi intatti a qualcuno. E voi sapete già quale sarà la mia scelta.

Domani dunque ultimo giorno di inscatolamento e giovedì riconsegna delle chiavi alla padrona di casa.
Non prima di reperibilità per il corriere che dovrà caricare 8 scatole LARGE, 4 MEDIUM 17 COLLI, un borsone, un trolley, un iMac, una tastiera e donna delle pulizie che dovrà fare miracoli in quattro ore prima dell'incontro con la padrona di casa.

E ora niente,
scarto una barretta kinder,
mi metto comodo

e immagino cosa potrà rompersi / guastarsi / disintegrarsi / spezzarsi o genericamente andare a rotoli da qui a giovedì notte.
Potrei, in ordine di dramma crescente: rompere un vetro, rompere un mobile, incendiare un mobile, dover rifare tutte le scatole perché il corriere dice così, essere altresì paccato dal corriere e trovarmi nella merda, dimenticarmi di spedire le scatole, spedirle a un indirizzo sbagliato, incendiare le scatole, far saltare parte dell'impianto elettrico, far saltare tutto l'impianto elettrico, otturare il water o un sanitario a scelta, ricordare improvvisamente qualcosa di importantissimo e improrogabile un'ora prima della consegna delle chiavi, incendiare la casa, morire, non voler più partire.

Si accettano scommesse.



*mi sono tutte capitate o quasi, tranne "incendiare un mobile". Questa è falsa. Non ho mai bruciato alcun mobile per averci appoggiato sopra un triangolino di incenso acceso credendo che, non so, fosse un fuoco freddo privo della caratteristica "brucia il legno".


scritto da Bakis alle 22:30 | plink | commenti (4) | commenti (4) (p-up)
in: cazzeggio, trasloco, soppalkis




domenica, 05 ottobre 2008

[ Trasloco ]

Trasloco / Moving

- senza parole -
scritto da Bakis alle 17:25 | plink | commenti (14) | commenti (14) (p-up)
in: autoscatto, trasloco, soppalkis




giovedì, 12 giugno 2008

[ Genitori in Soppalkis - bis ]

Augusti genitori > Oh, eccoci... ciaaao..

Bakis > Ciao, ecco, questo è per te, questo per te. Prima di prendere possesso dei vostri alloggi vi pregherei di leggere attentamente e porre una firmetta qui, qui e qua. No, niente di che, è solo un piccolo contratto bilaterale per sbrigare più velocemente alcune formalità.

1.a Il sottoscritto Bakis, dichiara che sì, ha fatto un nuovo piercing, non sa perché ma sì, effettivamente poteva farne a meno; sì, tutti i piatti di questa casa sono ancora umidi perché erano tutti sporchi fino a ieri e già, non ha ancora disfatto il trolley da quando è tornato l'ultima volta da Cagliari.
1.b Dichiara altresì che no, non ha nulla in frigo che non sia sintetico o kinderfettaallatte e no, non intende fare la super-figa gita agli Uffizi con la lontana cugina che avrebbe dovuto conoscere appena trasferito a Firenze.

Unitamente, i sottoscritti Augusti Genitori, convengono che

2.a non dovranno essere in alcun modo affrontati i seguenti argomenti: lavoro, dimissioni, futuro, fidanzate passatepresentiofuture, gravidanze malattie o morte di parenti, politica Italiana, letteratura belga o meccanica quantistica. Sopratutto meccanica quantistica.

2.b In questa casa non si cucina carne che faceva versi da viva nè si fuma la pipa o derivati (ok, mi avete fregato con il narghilè una volta).

3.a Non si rivolge la parola a Bakis durante gli orari coincidenti alla ZTL (che possono quindi cambiare a seconda di dove ci si trovi) nè gli si chiedono attività per un valore pari o maggiore a 20 Td.

3.b Non fate caso alle scimmie ubriache nel ripostiglio.

Augusti Genitori > Uhm occhei... allora... come va a lavoro...?

Bakis > Ahi, pare che qualcuno non abbia letto con attenzione il punto 2.a.

Augusti Genitori ( rivolgendosi l'uno verso l'altra ) > Genitore numero 1, che ne dici di andare a fare un giro? - ottima idea Genitore numero 2.

Bakis > Le chiavi sono là sopra. La cena è in frigo. Se domattina faccio fatica ad alzarmi picchiatemi forte con il remo accanto al letto e lasciatemi una ciotola di latte e macine sul tavolo. Arrivederci.
scritto da Bakis alle 10:40 | plink | commenti (18) | commenti (18) (p-up)
in: cazzeggio, cattivi propositi, soppalkis




domenica, 25 novembre 2007

[ Parents - Sitting #2 ]

Domani arrivano Madre e Zia in visita al soppalkis. Oggi dunque giornata completamente dedicata a lavaggi (sono alla terza lavatrice), pulizie (...) e aggiustamenti (tipo il 90% delle lampadine di questa casa si sono suicidate nel giro di 10 giorni, senza motivo).
Che bravo ometto! E ho rotto solo una lampadina, due piatti e ho sbattuto contro uno stipite perdendo quantità di emoglobina tutto sommato mediocri ai fini vitali.

Tra l'altro penso di aver in qualche modo inceppato il corretto funzionamento della mia amata scopa elettrica. Non ricordavo che ci fosse un'uscita d'aria bollente che puntasse dritta alla bocca veicolante macro-particelle di polvere raccolta, durante il funzionamento.
Ma comunque.

Da domani dunque via alla seconda stagione di Parents Sitting, a un anno esatto di distanza: fingiamo di essere felici e realizzati e non zombie depressi fagocitati da uno stile di vita anonimo.
Protagonista: Bakis nel ruolo di qualcun altro. Nessuna comparsa complementare. La serie conterrà contenuti speciali bonus: come sfruttare al meglio Madre e Zia per lavori pesanti, incameramento derrate alimentari ed eliminazione rifiuti tossici stoccati in balcone.

Non si prevedono stagioni successive.
scritto da Bakis alle 19:00 | plink | commenti (18) | commenti (18) (p-up)
in: autoscatto, da firenze, soppalkis




lunedì, 19 novembre 2007

[ Casa ]

Soppalkis compie un anno* e, non so come, ha finalmente assurto al ruolo di casa / anche se quando dico "torno a casa" intendo sempre e solo tornare a Cagliari.
Chissà cosa rende un appartamento qualsiasi casa. Forse gli oggetti personali (libri a parte, pochi: il massimo dello scialo in questo anno me lo sono concesso con qualche raid periodico all'ikea. Niente roba anni 70 o mercatini fighi). Forse il tempo trascorso, i ricordi annessi o il legame con gli affetti.

Forse è solo che casa è l'unico posto in cui si è assolti dall'essere soli.


*( questo mi fa pensare che in un anno non ho mai passato l'aspirapolvere sotto il letto o pulito il forno )
scritto da Bakis alle 23:33 | plink | commenti (9) | commenti (9) (p-up)
in: autoscatto, soppalkis




mercoledì, 22 novembre 2006

[ Parents - Sitting ]

Fra un'ora al soppalkis arrivano gli augusti genitori.

Per evitare la puntura di antitetanica all'ingresso, ieri notte fino all'una e stamattina presto mi son dovuto produrre in una session speciale di pulizie e lavaggio piatti.
L'anelo per la lavastoviglie diventa sempre più opprimente, specie considerando il fatto che ho dovuto lavare i piatti di 10 persone, causa cena estemporanea con amici e colleghi a casa lunedì.
Inizio a temere per i residui del party in programma fra due sabato..

Ma vabeh.

Ora uscirò in anticipo, appuntamento in centro e parents-sitting fino a lunedì.
Ce la posso fare.
scritto da Bakis alle 17:45 | plink | commenti (7) | commenti (7) (p-up)
in: fav , da firenze, soppalkis




lunedì, 06 novembre 2006

[ Una domenica da incubo ]

Domenica alle 11 scadeva la mia prenotazione al residence.
Rinunciando (per forza) a una mattinata di riposo, mi son svegliato presto per rifare per l'ennesima volta le valigie e raccattare la mia roba esplosa in giro per la stanza.
Destinazione: appartamento aziendale di collega che arriva il 20 Novembre.
Missione: occupazione semi-abusiva (ma pur sempre controfirmata dagli HR) e invisibile.

Per quanto mi difenda bene a conoscenze e amicizie a Firenze, constato con dolore che gli unici due motorizzati sono assenti.
Scroccare un passaggio è impossibile: è dunque taxi.

Arrivo all'appartamento in zona stazione e prendo atto di due drammi:

- la casa è gelida e non riesco ad attivare la caldaia a gas, strumento troppo avanzato per me, abitante di un'isola in cui le caldaie a gas sono pressochè inutili. Premo tasti a caso e quando sento ribollire fuggo. Le cose con il gas dentro mi impauriscono, sono di quelli che controllano mille volte se il gas è chiuso, prima di uscire, figuriamoci se tollero una bomba a gas in casa.

- la casa è nuovissima, è non c'è un becco di niente. Non un lenzuolo, un cuscino, né coperte, carta igienica, bicchieri, forchette. Niente. Ed è domenica.

Scatta l'emergenza. Faccio sms bombing per trovare assistenza e riesco a recuperare lenzuola (grazie Marta) e coperta + cuscino (grazie Sosetta!).

La giornata procede dunque lenta e pallosa, visto che ovviamente non ho internet, né televisione e ok passeggiata, ma mi tedio a stare fuori a bighellonare tutto il giorno senza meta. Anelo il ritorno a lavoro.

Oggi quindi, bando alle incertezze, mi butto sul telefono, malcelando con l'agente immobiliare il desiderio devastante che ho di subentrare immediatamente in quello che ora mi sembra un appartamento extra-lusso in centro.

> Ok, quando fissiamo l'appuntamento?
io > Mah... oggi..domani.. (pensieri: OGGI TI PREGO OGGII)
> Dai facciamo domani, così in un paio di giorni sistemiamo tutto.
io > Va bene... comunque se c'è bisogno intanto posso fare i bonifici così velocizziamo... (penseri: VOGLIO TRASFERIRMI OGGI TI PREGOO, FATTI CORROMPERE)
> Si dai con calma, poi domani vediamo..
io > (sniff) occhei..

Ma vabeh, infine fu soppalco. Una parola impressa a caratteri legnosi sul mio karma.

Domattina quindi appuntamento per farmi staccare il rene come caparra e firmare la fideiussione sulla mia anima con la proprietaria.

Yuppi!
scritto da Bakis alle 15:03 | plink | commenti (28) | commenti (28) (p-up)
in: cazzeggio, autoscatto, firenji, fav , da firenze, soppalkis

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